Imola. E' uno show del candidato “civico” Giuseppe Palazzolo, 63 anni, la presentazione della coalizione “centrodestra e civici”. Del resto, pur contando sulla carta su ben sei liste quali la Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia, due civiche riconducibili a Franco Benedetti già candidato col centrodestra il 4 marzo e “Focus 2018” formata da avvocati e professionisti di area, si parte da poco sopra il 26%, ovvero vicini sì, ma per ora sotto il Movimento 5 stelle e il centrosinistra. Ma visto che la campagna elettorale sarà lunga e senza esclusione di colpi, si voterà il 10 giugno con probabile ballottaggio il 24 dello stesso mese, per la prima volta da oltre 70 anni il centrodestra sarà in gioco per vincere a piazza Matteotti dove ha tenuto simbolicamente la conferenza stampa di presentazione al Dulcis davanti a oltre un'ottantina di persone compresi i deputati della Lega Jacopo Morrone e Gianni Tonelli, solo se Palazzolo riuscirà ad attrarre un po' di voti voti da sinistra dopo un'esperienza di 14 anni come consigliere comunale durante la quale si era sempre detto di centrosinistra anche quando si era presentato da civico.

E il candidato su tale punto ci spinge. “In questi giorni – spiega – ho ricevuto il 60% di telefonate in tono positivo da persone di sinistra, dobbiamo far crollare il muro e vincere. Sono stato scelto per la capacità di unire la coalizione, non sono un funzionario di partito, lavoro all'Enea dal 1979, ho dimostrato di essere autonomo e non ricattabile. Il Pd è in una condizione drammatica, il segretario Marco Raccagna doveva dimettersi dopo aver perso il 12% il 4 marzo e invece è ancora lì e se ne va in ferie a Pasqua quando non hanno ancora un candidato sindaco. Lui e Daniele Manca hanno distrutto il partito, sono stati troppo troppo arroganti e perderanno altri elettori. Ho mandato un messaggio alla candidata a sindaco del Movimento 5 stelle Manuela Sangiorgi per farle i complimenti da persona gentile quale sono”. Dunque, almeno nella prima fase della campagna elettorale pare che il bersaglio grosso di Palazzolo sarà Il Pd.

Ed ecco i tempi principali un po' per tutti nella campagna elettorale. Palazzolo non poteva non partire dalla sicurezza “dove i reati sono aumentati, la gente percepisce fortemente il problema, servono più forze dell'ordine e pure della Pm per la piccola parte che le compete. Se sarò sindaco, chiamerò il Prefetto e il Questore di Bologna, vogliamo più poliziotti in città”. Poi la discarica per la quale bisogna bloccare l'ampliamento previsto e chiamare il presidente della Regione Stefano Bonaccini per dirgli di ritirare il ricorso al Consiglio di Stato dopo la sentenza del Tar che blocca la struttura in via Pediano. L'autodromo è una risorsa della città, ma finora si sono spesi tanti soldi con pochi riscontri economici e vogliamo rimettere in buone condizioni il parco delle Acque minerali. L'Osservanza deve diventare un campus universitario, un luogo di incontro fra anziani e giovani. E nel sociale e nella sanità basta soldi a pioggia e a ristrutturazioni solamente per “gli amici degli amici”, bisogna aumentare il numero delle case di riposo perché gli anziani da ospitare sono sempre di più.

Seduti al tavolo con Palazzolo ci sono il segretario della Lega Marco Casalini, Nicolas Vacchi di Forza Italia, Alessio Zannoni di Fratelli d'Italia, Franco Benedetti e Alessandro Fiumi di “Focus 2018” oltre che ex consigliere comunale di Forza Italia. Per ora silenti e sorridenti, in futuro chissà. Stimolato sulla lotta per i voti dei cattolici, Vacchi sbotta: “Mirri, Raggi e Linguerri si fingono civici, hanno cambiato nome tre volte in cinque anni, sono ImolaMeno e non ImolaPiù. Alle elezioni politiche hanno raccolto percentuali molto basse”. I voti dei cattolici, già: un altro terreno di scontro fra centrodestra e centrosinistra col Movimento 5 stelle a fare da terzo incomodo col candidato vicesindaco Patrik Cavina che viene da quell'area. Ad ascoltare Palazzolo c'era Gianpietro Mondini, un tempo presidente della Coop Ceramica, ciellino.

(Massimo Mongardi)