Imola. Stavolta il malumore che serpeggia da tempo fra i militanti del Pd, che sono coloro che ancora lavorano gratuitamente alle feste dell'Unità, fra i quali alcuni ex consiglieri comunali stanchi del temporeggiamento sul nome del candidato sindaco a due mesi dal voto amministrativo del 10 giugno, è uscito anche su Facebook.

Perfino l'ex capogruppo Marcello Tarozzi, sempre “allineato e coperto”, si sfoga: “…Oggi, lo ammetto, sento poco le emozioni che mi hanno portato a far politica fin da giovane. Vedo troppe invidie tra le persone, troppa acrimonia. E guardate che non mi sento nemmeno io esente da tutto ciò, perché non sono abituato a dare la colpa solo agli altri. Vorrei vedere un Pd combattivo, in grado di essere presente in città con idee e progetti nuovi, ma che rivendicasse con orgoglio il lavoro svolto in questi anni. Oggi sembra che ci si vergogni di chi ha messo la propria faccia ogni giorno sul progetto di governo e del nostro partito. Sentire delegittimare da noi stessi il nostro partito, come se aderire al Pd fosse una colpa, non lo condivido. In questi anni ci sono stati consiglieri comunali, assessori, dirigenti politici che hanno dato tanto alla città. Ci sono persone che hanno capacità riconosciute o che hanno dato la propria disponibilità a candidarsi a sindaco. E ce ne sarebbero tante altre che potrebbero fare lo stesso che possiamo trovare nei nostri circoli. Ci sono tante persone con competenze che fatichiamo a valorizzare o coinvolgere. Dovremmo ripartire da questo per trovare l'entusiasmo giusto che oggi non vedo. Ho bisogno di riflettere…”.

Pur in modo più ironico l'ex consigliere comunale Giulia Barelli, che fa pure parte del direttivo Anpi, parafrasando l'immenso Giorgio Gaber del dialogo teatrale “Qualcuno era comunista?”, dice: “Il candidato oggi no, domani forse, dopodomani sicuramente”.

E Selena Mascia, pure lei per qualche tempo nell'aula di piazza Matteotti, scherza ma non troppo: “Ma a che ora Mattarella incontra la delegazione del Pd imolese per le consultazioni in vista delle comunali?”. Il fatto che Tarozzi, Barelli e Mascia siano considerati sostenitori del candidato ed ex assessore all'Ambiente Davide Tronconi non c'entra nulla o quasi. Tanti altri telefonano alle redazioni dei giornali piuttosto arrabbiati.

Sì perché le consultazioni le stanno dirigendo in primis il senatore Daniele Manca da Imola e da Roma, il segretario di viale Zappi Marco Raccagna, e basta finora senza esito. Il 5 aprile si è riunito il tavolo della coalizione per ora formata da Pd, ImolaFuturo e ImolaPIù in attesa che Articolo 1 decida se far parte dell'alleanza (si saprà presto e si prevede un sì, ndr). Se si considera che l'ipotesi del civico resta molto difficile, è vero che si è fatto un tentativo pure per coinvolgere un personaggio come l'imprenditore Alessandro Curti che però ha aziende che stanno lavorando bene e incarichi di prestigio in enti dove è meglio che la politica non entri ufficialmente, ormai le carte in mano al Pd non sono tante.

E' probabile che siano stati fatti agli alleati i nomi di Tronconi, dell'architetto Fabrizio Castellari e del giovane ex consigliere comunale Marco Panieri che fra loro hanno stretto un accordo di non belligeranza. Tuttavia Panieri, e soprattutto Castellari, sembrano riscuotere al momento maggior gradimento dagli alleati. A meno che l'ex partitone, per la prima volta nella sua storia sotto il 30% praticamente alla pari del Movimento 5 stelle alle politiche del 4 marzo, non decida per un usato sicuro come l'ex deputato Daniele Montroni. E gli estrosi “Amici del Binocolo”? Silenti, ma attenti, per ora non hanno tirato fuori una carta ma all'ultimo chissà.

(Massimo Mongardi)