Imola. La discarica Tre Monti torna al centro della politica cittadina dopo la “via giudiziaria” aperta con il ricorso al Consiglio di Stato della Regione Emilia Romagna che reclama la riforma della sentenza del Tar regionale, che aveva sancito la chiusura del sito di via Pediano per vizi di legittimità dell'autorizzazione ambientale.

E' ancora una volta il battagliero comitato “Vediamoci chiaro” a lanciare una proposta dal netto sapore politico programmatico sul futuro della discarica imolese e, più in generale, sul futuro della gestione complessiva del ciclo dei rifiuti.

Quello della discarica sarà uno dei temi “pesanti” della prossima campagna elettorale. Se nella scorsa legislatura gli unici dubbi tra le forze politiche erano quelli delle forze di opposizione, mentre tra i consiglieri di maggioranza non si è mai alzata una voce critica e solo verso la fine della legislatura questo silenzio era stato interrotto da Domenico Errani (consigliere di maggioranza in rappresentanza di Articolo 1 – Mdp) che aveva espresso perplessità sull'impianto di via Pediano e richiesto garanzie per la salute di chi risiede in zona, vicino alla discarica , oggi i candidati sindaci sono quasi obbligati a prendere posizione. Il primo è stato il neo candidato unitario del centro destra Giuseppe Palazzolo che afferma, dopo avere trascorso in passato molti anni in consiglio comunale, anche in maggioranza, di voler bloccare, quallora sia eletto sindaco, l'ampliamento della discarica Tre Monti.

In attesa degli altri, “Vediamoci chiaro” lancia una sua proposta, con la quale la politica dovrà fare i conti. “Innanzitutto ribadiamo che la discarica Tre Monti deve rimanere assolutamente chiusa e va bonificata perché ha problemi di contaminazione, dati Arpae. Dopo oltre 40 anni la popolazione non può tollerare un'ulteriore esposizione massiccia agli inquinanti gassosi (lo dimostrano i dati ufficiali sui picchi anomali di mortalità per patologie polmonari e non solo). Inoltre è stata mal gestita perché nonostante sia di proprietà pubblica è stata riempita con rifiuti speciali provenienti da tutta Italia senza aver pianificato con lungimiranza le esigenze dei rifiuti urbani locali, dinamica che può ripetersi ancora. Deve, inoltre, essere raggiunta rapidamente un'altissima percentuale, di alta qualità, di raccolta differenziata; la soluzione migliore è la raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale. Tale soluzione è realizzabile in tempi brevi e consente inoltre anche una riduzione della Tari e un significativo aumento dei posti di lavoro”.

Per la fase transitoria, e anche a regime di tale sistema, il comitato ritiene che sia “necessario smaltire la ridottissima frazione residuale non riciclabile inviandola a impianti limitrofi: discariche o inceneritori. Sia chiaro che non si tratta di approfittare degli altri territori: gli impianti di proprietà pubblica, più recenti del nostro, verranno comunque riempiti, si tratta solo di sostituire i rifiuti speciali con le frazioni secche non riciclabili dei rifiuti urbani. Se il tutto verrà fatto bene tali impianti guadagneranno in qualità del rifiuto e dureranno molto tempo senza bisogno di ampliamenti (cosa che avrebbero dovuto fare con Imola ma evidentemente l'ingordigia di Hera e delle istituzioni competenti ha avuto la meglio)”.

Ma quello che serve in generale per garantire efficacemente il cambiamento del sistema “sarà quello di separare il soggetto che opera la raccolta differenziata da quello che smaltisce i rifiuti in discariche e inceneritori. Oggi invece c'è un solo soggetto: Herambiente che non ha nessun interesse ad alzare la raccolta differenziata (in quantità e qualità) poiché il massimo introito lo percepisce dallo smaltimento. Il soggetto più indicato per occuparsi della sola raccolta differenziata sarebbe invece una società 'in house' e, secondo noi, Con.Ami è perfetto per tale ruolo. Auspichiamo invece che Hera inizi a differenziare i suoi investimenti guardando seriamente alle tecnologie del recupero e riciclo”.

Infine una stoccata alla Regione: “Sia chiaro inoltre che non c'è in atto alcuna emergenza rifiuti, come dichiarato dalla stessa Regione, ci sarebbero quindi finalmente tutte le condizioni per poter modernizzare il sistema di gestione dei rifiuti di Imola, con ricadute positive a livello regionale, e per poterlo adeguare alle più recenti normative europee. Speriamo che le forze politiche, prossime alle elezioni, accolgano queste nostre indicazioni e sposino appieno la filosofia dei Rifiuti Zero. Evidentemente non ci aspettiamo segnali credibili in tal senso da chi ha governato la città fino ad ora”.

(Caterina Grazioli)