Sono un imolese e un faentino i due scialpinisti che sono morti nella tarda mattinata del 7 aprile travolti da una valanga caduta al Colle Chamol a Pila in Val d'Aosta. Altri due sono stati estratti vivi in stato di ipotermia, e ricoverati all'ospedale Parini di Aosta, uno è Matteo Manuelli, 42 anni, imolese anch'egli. Le vittime sono Roberto Bucci, 28enne faentino morto sotto il manto nevoso, e Carlo Dall'Osso, 52enne imolese sportivo e istruttore come Manuelli, morto dopo essere stato trascinato dal manto nevoso enorme in un lago ghiacciato. Una tragedia durante una giornata dedicata a una passione molto forte per tante persone, che può diventare pericolosa quando il clima si riscalda dopo che tanta neve è caduta durante l'inverno e il pericolo valanghe aumenta in primavera.

Pare che l'enorme slavina abbia travolto i quattro scialpinisti mentre stavano facendo un'uscita con un gruppo di venti persone, al termine di una due giorni di formazione nell'ambito di un corso della scuola Cai “Pietramora” delle sezioni di Cesena, Faenza, Forlì, Imola, Ravenna e Rimini. Le ricerche del soccorso alpino valdostano, con elicotteri e unità cinofile, sono durate per lunghe ore, soprattutto nel vicino lago Chamolè dove è stato recuperato il cadavere di Dall'Osso.

Bucci lavorava come istruttore in una palestra di Faenza dopo aver conseguito la laurea in Scienze Motorie e in Scienze e Tecniche per l'Attività Fisica e la Salute.