Imola. “L'educazione finanziaria andrebbe insegnata a scuola come l'educazione civica. Così tutti capirebbero meglio il valore del risparmio”. Parole del presidente nazionale dell'Abi, al terzo mandato, che è a capo della Cassa di Risparmio di Ravenna (di cui fa parte la Banca di Imola) Antonio Patuelli invitato il 16 aprile nela salotto buono della città a palazzo Sersanti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola. Sala grande piena in ogni ordine di posti con i rappresentanti delle associazioni del commercio, avvocati e professionisti, ma pure alcuni politici. Notati per il centrodestra il candidato sindaco “civico” Giuseppe Palazzolo seduto a fianco di Nicolas Vacchi di Forza Italia, per il Pd il consigliere regionale Roberto Poli e l'ex assessore Pierangelo Raffini.

Patuelli ha stigmatizzato “l'esagerata burocrazia alla quale le banche sono costrette mandando a casa o via mail moltissimi fogli ai clienti che, se non abbastanza colti in materia, faticano a comprenderli. Serve un Parlamento Costituzionale dell'Europa, che è il mercato integrato più grande del mondo, per dare norme comunitarie comuni. In Italia, fortunatamente, a partire dall'inizio di quest'anno è stato imposto il Kid che, in tre pagine, deve fare una sintesi del prodotto finanziario che il cliente ha acquistato e della sua possibile redditività. Il cittadino è costretto a sapere”.

Il presidente dell'Abi ha pure invitato “le banche a non spaventarsi davanti alle tecnologie crescenti che sono una punta dell'iceberg di quelle esistenti a livello astronautico e di difesa della Nato. E' vero che nell'ultimo anno gli sportelli complessivamente sono diminuiti, ma le banche internettarie aprono uffici finanziari. E i computer delle banche hanno bisogno di eserciti di esperti che proteggano la sicurezza dei dati che sono inseriti, ovvero sono molto più protetti di quelli casalinghi”.

(m.m.)