Imola. Non si fa attendere più di qualche ora la ficcante risposta di Stefano Manara, presidente di Con.Ami proprietario della discarica Tre Monti, chiamato in causa dagli articoli seguiti alla conferenza stampa del comitato “Vediamoci chiaro” del 23 aprile.
“Non giustifico più i toni da campagna elettorale. I fatti sono fatti: il nostro sistema di gestione dei rifiuti è un'eccellenza. Abbiamo centrato con largo anticipo gli obiettivi europei sull'economia circolare e siamo sopra la media nazionale su tutti i parametri. La discarica di cui tanto si parla, spesso anche senza alcuna cognizione, è uno degli elementi di un sistema industriale che conta 80 siti di stoccaggio, 174 impianti di recupero finale, alcuni dei quali autentiche eccellenze tecnologiche”.

Di tutt'altro avviso il comitato “Vediamoci chiaro” che nella sua conferenza stampa aveva puntato il dito sia sui costi necessari alla chiusura definitiva del sito di via Pediano: “Dove sono finiti i fondi che avrebbero dovuto essere accantonati per legge”? che sugli impatti sanitari e soprattutto ambientali “la diffida della Città metropolitana del novembre del 2015 ha un imposto un intervento di bonifica che non risulta tuttavia risolutivo, bensì incompleto e molto lacunoso… tanto che gli ultimi dati divulgati da Arpae ad aprile 2018, relativi ai campionamenti effettuati lo scorso novembre, riconfermano la presenza di contaminazione diffusa e l'assenza di qualsiasi miglioramento della situazione”.

Insomma, gli interlocutori non paiono parlare della stessa discarica. Da una parte, quella della proprietà si afferma l'eccellenza, mentre per l'altra, quella del comitato, il sito sarebbe da chiudere subito. E, al di là di tutto, è scontato che i toni da campagna elettorale vengano spesi in vista della consultazione elettorale del 10 giugno prossimo.
Compito nostro, per quanto è possibile fare in un paio di cartelle, è cercare di informare correttamente i lettori su una questione che, non vi sono dubbi, verrà posta ad ogni candidato alla carica di sindaco e che con tutta probabilità potrebbe essere l'ago della bilancia della competizione politica.

Netta presa di posizione del M5S che, con una nota a firma della candidata sindaco Manuela Sangiorgi dichiara: “Non possiamo chiudere la discarica perché non abbiamo i soldi per farlo, questa, in sintesi, è l'incredibile giustificazione che Herambiente e Con.Ami hanno messo nero su bianco nel loro appello al Consiglio di Stato (pagato con soldi pubblici) contro la sentenza del Tribunale che ha bloccato l'impianto di via Pediano. Gli avvocati arrivano addirittura a dire che senza la riapertura della discarica non ci sono nemmeno i soldi per provvedere alla sua copertura finale”.

La partita si gioca anche sul futuro e il presidente Manara puntualizza che “le utopie non servono ed è difficile pensare, come proposto da alcune forze politiche, di fare meglio da soli, con una società pubblica locale che esegue una raccolta porta a porta con dipendenti pubblici e con una gestione in house di un impianto. Altri ci stanno già provando con risultati preoccupanti per la sostenibilità finanziaria”. Il pensiero corre alla vicina Forlì che si è “staccata” dal gigante Hera per affidare la raccolta rifiuti ad Alea Ambiente, la società in house di 13 comuni della Romagna forlivese che, dal 2018, si occupa della gestione integrata dei rifiuti attraverso la raccolta porta a porta con tariffa puntuale secondo il principio comunitario “paga quanto produci”.

A Imola invece, prosegue Manara, “è stato avviato un nuovo sistema a isole ecologiche di base (IEB), con controllo accessi già predisposto per la gestione della tariffa puntuale, che rappresenta un'innovazione straordinaria per quantità e qualità del rifiuto raccolto in modo differenziato. Questo sistema innovativo costa mediamente il 30% in meno rispetto a sistemi di raccolta porta a porta, ma fornisce notevoli vantaggi in termini di impatto ambientale e servizio per il cittadino, che può conferire con la massima libertà in termini di luogo e orario”.

Per quanto riguarda la parte degli accantonamenti finanziari per la chiusura della discarica, la stessa Herambiente con una nota cerca di fare chiarezza e precisa che “i fondi per la discarica sono stati accantonati”. La nota prosegue che “per quanto riguarda la sopraelevazione del terzo lotto della discarica, la Società resta fiduciosamente in attesa dell'esito dell'appello presso il Consiglio di Stato, che permetterà alla stessa di riprendere i conferimenti in discarica e quindi, conseguentemente, di riprendere anche gli accantonamenti, che sono già presenti per tutta la quota di rifiuti già abbancati. Inoltre, relativamente ai costi post mortem dei lotti 1 e 2, vale la pena ricordare che con la pubblicazione della legge 36/2003 il periodo di gestione post mortem è passato da 10 a 30 anni con l'obbligo di adeguamento dei fondi; nel caso dei lotti di cui sopra, il cui inizio conferimenti è da datarsi agli inizi degli anni 90, una volta esaurito il fondo, sarà a carico della tariffa determinata da Atersir, così come previsto dalla delibera 69/2014, esclusivamente la quota afferente ai rifiuti urbani conferiti; al contrario la quota dei rifiuti speciali sarà a carico dell'azienda; si sottolinea inoltre che la nostra Società ha per altro effettuato un riaccertamento della consistenza e coerenza dei fondi nel 2016”.

Infine Herambiente ribadisce che “il sito è dotato, così come tutti gli impianti gestiti da Herambiente, delle certificazioni più stringenti nel campo della gestione ambientale, sicurezza e qualità e, tra queste, anche l'Emas, il massimo grado di certificazione ambientale europeo. Si tratta di un grande lavoro, a riprova dell'impegno e dell'attenzione per la tutela dell'ambiente e del territorio che il Gruppo Hera da sempre persegue”.

Insomma, ancora, per dirla fino in fondo, non si è capito se quei fondi sono di competenza di Atersir o di Herambiente e, soprattutto, visto che la nota del gestore non lo specifica, di che somme parliamo. Se comprendono tutte le attività necessarie o sono solo parte della disponibilità che occorre. Ma siamo certi che non aspetteremo molto per saperlo.

(Verner Moreno)