Faenza. A seguito dello spiacevole episodio che ha visto coinvolto in prima persona il sindaco di Faenza, Giovanni Malpezzi, destinatario di insulti e bestemmie da parte di 16 minorenni e 9 maggiorenni il 26 febbraio scorso, giornata in cui aveva pubblicato un post su Facebook in cui comunicava la decisione di tenere aperte le scuole nonostante la neve, lo stesso Malpezzi ha affrontato venticinque colloqui coi ragazzi coinvolti, a cui sono state proposte quindici ore di volontariato sociale ciascuno, da svolgersi tra maggio e settembre presso strutture per disabili o anziani non autosufficienti, in collaborazione con alcune realtà associative che operano in città. A due profili facebook invece, non è stata ancora possibile associare una corrispondenza e identificazione personale certa.

Come noto la cosa non passò inosservata e il giorno seguente, sempre tramite social network, il sindaco decise di reagire offrendo al posto di una segnalazione all'autorità giudiziaria per il reato di offesa a pubblico ufficiale, l'opportunità di un incontro chiarificatore.
Una decisione che fin da subito aveva suscitato un acceso dibattito tra i faentini e l'attenzione dei media nazionali, ripresa e commentata tra gli altri dai quotidiani la Repubblica e Corriere della Sera, da Radio24 e da Canale 5.

“L'invito al confronto – commenta il sindaco Giovanni Malpezzi – è stato raccolto quasi immediatamente da buona parte dei ragazzi e dei loro genitori. Durante i singoli colloqui a cui ho voluto fossero presenti l'assessore alle politiche educative Simona Sangiorgi e il comandante della polizia locale Paolo Ravaioli, tutti hanno ammesso lo sbaglio e accettato spontaneamente la proposta di un periodo di volontariato presso strutture per disabili o anziani non autosufficienti come risarcimento simbolico nei confronti della propria comunità. Dopo la censura di certi comportamenti è giusto dare ora atto a questi ragazzi di essersi assunti le proprie responsabilità, senza cercare scuse”.

(Annalaura Matatia)