Dopo la decisione unilaterale dei vertici della Cims di tagliare gli stipendi ai circa 180 soci lavoratori in modo progressivo (ma dai 50mila euro annui in su rimane la stessa percentuale sul 16%) su un totale di 280 dipendenti, dovuta in teoria a un periodo di crisi, i sindacati di categoria di Cgil e Cisl si sono mobilitati ed è giunto il momento dello sciopero in una coop considerata fino a qualche anno fa florida. I sindacati hanno avanzato dubbi sul reale stato di crisi e in ogni caso hanno chiesto che la progressività continuasse pure per gli stipendi superiori ai 50mila euro annui che possono diventare pure molto alti, fino al doppio, ma finora non sono stati ascoltati.

Come primo momento di agitazione, lo sciopero è stato proclamato venerdì 4 maggio per due ore dalle 10 alle 12 con presidio davanti alla sede di Imola della Cims in via Molino Rosso. “Nessuno vuole affossare la coop, ma vogliamo solo più chiarezza, il rispetto della contrattazione ed equità”, dichiarano le categorie di Cgil e Cisl.