Faenza. Una splendida iniziativa che denota una forte sensibilità nei confronti di tematiche quali l'inclusione lavorativa: così si riassume “Baristi non si nasce, si diventa”, una sfida lanciata da Yarno Rossi, titolare del “Café Solito Posto” di Faenza a Massimiliano, Andrea, Flavia, Rossana, Maria Luisa, Luigi e Alberto. Questi sono i nomi dei 7 ragazzi caratterizzati da disabilità intellettiva medio-lieve che sono stati coinvolti nell'iniziativa, che prevedeva una “full immersion” nel vasto mondo del bar in tutti i suoi aspetti.

Nato dallo spirito d'iniziativa di Yarno, il progetto è stato avviato con successo grazie soprattutto alla collaborazione tra due associazioni faentine, la Grd (Genitori ragazzi down) e l'Asdd (Associazione sportiva dilettantistica disabili), oltre alla cooperativa sociale San Vitale di Ravenna, che ha fornito il proprio supporto tecnico sotto il profilo pedagogico ed educativo, e supportato dall'Ascom di Faenza.
Svoltosi presso la “sala macchine” del bar (messa a disposizione da Mokador) la prima parte del corso ha visto impegnato tutto il gruppo nell'apprendimento delle tecniche base per la preparazione del caffè (e delle sue varianti), e di altre bevande, quali tè, tisane, spremute, nonché di semplici cocktail. I ragazzi poi si sono cimentati nella “gestione del cliente” e nel servizio al bancone e ai tavoli, il tutto sempre sotto la guida esperta di Yarno, coadiuvato da Irene e Cinzia, rispettivamente, educatrice della Grd e operatrice dell'Asdd.

La seconda fase ha poi consentito al gruppo di sperimentare sul campo quanto fin qui appreso, con uno stage presso il “Café Solito Posto”.

Reso possibile anche grazie al prezioso aiuto di Mokador, Centrale del Latte di Cesena e Imola Bevande, che hanno fornito spazi e materiali, il progetto si concluderà venerdì 18 maggio con un aperitivo, a partire dalle ore 19, presso il “Café Solito Posto”. Yarno e i ragazzi impegnati nel percorso formativo hanno scelto di invitare tutta la cittadinanza per far vedere quanto hanno appreso e mettere in pratica lo slogan del breve percorso formativo: “Baristi non si nasce si diventa”.

(Annalaura Matatia)