Imola. Due su due. Per la seconda volta il 17 maggio i sette candidati a sindaco per le elezioni amministrative del 10 giugno vengono chiamati a confrontarsi, stavolta da Legambiente in un cinema Pedagna pieno con oltre 150 persone che guardano un interessante documentario di Aris Alpi, e la candidata del centrosinistra a traino Pd Carmela Cappello non si presenta, in questa occasione  giustificata da due righe mandate mercoledì 16 maggio nel pomeriggio dicendo che aveva un altro impegno inderogabile (ma dal palco nessuno lo ha detto e quindi non potevamo saperlo, ndr) e senza alcun sostituto come era accaduto la prima volta a Primola con Davide Tronconi.
Così partono le prime frecciate. Giuseppe Palazzolo, alfiere di centrodestra e Focus, sottolinea “il comportamento poco rispettoso verso gli altri candidati e i cittadini. Prima c'era un uomo solo al comando, Daniele Manca, ora vorrebbero una donna sola al comando. Ma il malcontento è forte, pensiamo solamente ai servizi sociali e sanitari dove un chirurgo alleato del centrosinistra (Romano Linguerri, ndr), dice che una persona costa 800 euro al giorno, ma bisogna dargli una risposta. La gente mi dice che sono diverso dall'ex sindaco perché non guardo mai il cellulare e li ascolto, mentre lui chattava quasi sempre”.

Anche Filippo Samachini, leader della Sinistra unita imolese, lancia una stoccata: “La Cappello non è presente, eppure aveva detto di voler ascoltare le persone, forse pensa solamente a quelle che le danno ragione. Sarò chiaro, la discarica Tre Monti va chiusa, noi siamo per il porta a porta ma diciamo subito che serve l'aiuto dei cittadini, la raccolta differenziata e l'acqua pubblica devono essere gestite da una società pubblica e non da una privata che per sua natura vuole fare utili. Sull'autodromo, la nostra visione è quella di garantire eventi motoristici, sportivi e concerti di medio livello ogni anno piuttosto che grandi eventi ogni tanto e restare spesso a bocca asciutta come accade quest'anno per la musica. Sogno l'università all'Osservanza, se governeremo noi daremo battaglia alla Soprintendenza affinché tolga i vincoli sui capannoni”.

Manuela Sangiorgi, candidata del Movimento 5 stelle, fa più la signora e sta sui temi ambientali al centro della serata: “Uno studio del comitato 'Vediamoci chiaro' sulla discarica dice che, prendendo come base la Rocca sforzesca, i rifiuti attualmente presenti si possono immaginare alti al di sopra per ben duemila metri e solamente 70 sono attribuibili al territorio imolese. E' ovvio che in tema di smaltimento rifiuti la nostra città ha già dato per 40 anni, non possiamo sostenere un ulteriore ampliamento dove i rifiuti speciali sarebbero il 98%. Per di più, ciò non ha comportato un calo nè della Tari nè delle tariffe delle scuole dell'infanzia. Bonifichiamo e chiudiamo la Tre Monti, poi prendiamo esempio da Forlì dove hanno cominciato a utilizzare un sistema con il quale guadagnare dalla plastica”.

Francesco Armiento, di Azione Imolese, si presenta: “Nasco nella Dc, sono un uomo della mediazione, il mio motto non è vincere ma servire la città. Imola non è un'isola così felice, bisogna fermare l'inquinamento e tutelare meglio la salute delle persone”.

Anche Giambattista Boninsegna candidato del Popolo della Famiglia si dice “un vecchio democristiano felice di essere figlio di Aldo Moro, ho fatto il chierichetto, ora canto nel coro. A Dozza sono stato per sette anni vicesindaco di Daniele Manca. L'ho rivisto quest'anno il 25 aprile, sono andato a salutarlo e ha cominciato a dirmi che non dovevo votare a destra cosa che ritengo di non aver fatto, mi ha maltrattato a parole. Ma io ho letto il libro di Adinolfi sulla dottrina sociale della Chiesa e mi ha convinto”.

Infine Franco Benedetti punta sul tema a lui caro come ex pilota da corsa: “Non diciamo che rivogliamo la Formula 1 sul Santerno, ma il MotoGp e la Formula elettrica invece sì con un uso polifunzionale dell'Enzo e Dino Ferrari per il quale siamo conosciuti nel mondo. In discarica solamente l'1,4% dei rifiuti sono urbani, gli altri speciali. Se dopo serie analisi ci fosse anche un solo problema, la chiuderemmo”.

(m.m.)