Riceviamo e pubblichiamo questo intervento del comitato “Vediamoci chiaro” dopo l'incontro organizzato dal settimanale “Il nuovo Diario Messaggero” sui temi della discarica.

L'incontro promosso dal direttore del settimanale “Il nuovo Diario Messaggero” ci ha permesso di dialogare ed affrontare alcuni temi del complesso e dinamico scenario della discarica Tre Monti, che ricordiamo ancora una volta, non è determinato dai confini della discarica ma da un vasto ambito di influenza ambientale e sanitaria.

Il comitato “Vediamoci Chiaro” da anni chiede un dialogo condiviso e governato da procedure scientifiche ed etiche. L'incontro avvenuto con Arpa, Asl e ConAmi ha permesso di conoscere aspetti positivi e negativi.

Positivo lo spirito di Arpa nel voler continuare un piano di investigazione. Positivo il suo riconoscimento dell'importanza del Comitato sotto il profilo tecnico e di informazione, pertanto auspichiamo di continuare una proficua interlocuzione con loro.
Gli aspetti negativi emersi risultano però sostanziali e ancora una volta mirati, da parte di alcuni soggetti, a strumentalizzare l'informazione e la metodica di studio / verifica della discarica. Un punto fondamentale: nessuno degli enti è n grado di dire, ad oggi, che la discarica tre Monti è sicura. Si vuole rassicurare ma gli studi ambientali sono in corso mentre quelli sulla parte sanitaria meritano un discorso a parte.

Primo punto
Davanti all'incertezza o meglio a dati estremamente allarmanti nell'area vasta di Imola (sanitari in primis) e a studi in corso (appena iniziati) si ricorre al Consiglio di Stato per riaprire la Tremonti e si avanza con l'iter di approvazione per l'ulteriore ampliamento di 1.125.000 ton. Questo appare non solo tecnicamente scorretto ma deontologicamente inaccettabile. Sono profili non solo di giustizia amministrativa ma penale che andremo a sollevare nelle sedi opportune anche nazionali ed europee. Ricordiamo inoltre che il 30 maggio vi sarà l'udienza di sospensiva al Consiglio di Stato che potrebbe, in attesa della sentenza definitiva probabilmente prevista per fine 2018, riaprire la Tremonti. Speriamo non accada e forniremo tramite lo studio legale Ceruti documenti a supporto ma è chiaro ed evidente che quanto Regione Emilia Romagna, Hera e Conami tentano di fare è semplicemente una azione senza sicurezza ambientale e sanitaria. Per cosa? Rifiuti speciali altro che il bene di Imola e dintorni!!!!

Secondo punto
Al tavolo, i dott. Peroni e dott. Rossi di Asl hanno presentato uno studio epidemiologico, ribadiamo appena iniziato,svolto dal prof. Marco Vinceti dell'Univeristà di Modena e Reggio che attesterebbe che la discarica non ha arrecato alcun impatto significativo sulla popolazione imolese e riolese.
Innanzitutto il prof. Vinceti è da anni un consulente di Hera, dunque in pieno conflitto di interessi (gravissimo che non abbia firmato il protocollo di assenza di conflitto, scusate, semplicemente non poteva farlo…), e, ancor più grave, ci si chiede come possa accadere che l'Asl presti il fianco a questa situazione invece di mostrarsi forte e garante della salute pubblica (li paghiamo per farlo!).

Inoltre il protocollo di studio adottato per tale indagine non è mai stato reso pubblico e condiviso (la condivisione è obbligatoria!!) nonostante il nostro palesato interesse. Nel merito dello studio non possiamo aggiungere molto visto che l'Asl, nonostante le promesse, ancora non lo ce lo ha inviato (forse pensano che strumentalizzeremo quanto scritto vista la campagna elettorale in corso ma hanno la memoria corta perché la più grave strumentalizzazione è quanto stanno facendo adesso loro deontologicamente e a livello di totale assenza di reale informazione) però qualcosa possiamo dire.

Lo Studio prende come periodo di riferimento per valutare le malattie dei cittadini esposti solo 3 anni, dal 2013 al 2016, un periodo a detta degli esperti e della letteratura scientifica sia nazionale che internazionale del tutto insufficiente e dunque non affidabile per prendere alcuna decisione tanto meno poter affermare che la discarica non ha influenza sanitaria.
Le dichiarazioni dell'Asl al tavolo de “Il nuovo Diario Messaggero” sono state a dir poco imprudenti, scientificamente ed eticamente inaccettabili viste le evidenze scientifiche a disposizione (a partire dall'Organizzazione mondiale della sanità).

Chiediamo a tutte le forze politiche e cittadini di Imola di vederci chiaro e di promuovere, come è previsto nei paesi civili e non “opachi” uno studio sanitario realizzato e coordinato da un ente pubblico privo di conflitti di interesse. A tal proposito proponiamo l'Istituto di Fisiologia clinica del Cnr di Pisa nella persona dello stimato Prof. Fabrizio Bianchi (dirigente di ricerca del Cnr), tra i massimi esperti non solo italiani del settore e responsabile scientifico di studi internazionali in riferimento all'impatto sanitario. I vari consulenti di parte potranno far parte di un comitato scientifico a controllo dello studio e a validazione dello stesso.

Questa metodologia di lavoro non potrà che essere accettata da tutti in quanto non si tratta di valutazioni di parte ma di una semplice e chiara metodologia di lavoro con un profili scientifico ed etico, accettabile.