Imola. Un evento per parlare di legalità con gli studenti. A promuoverlo, al teatro dell'Osservanza, è il Commissario straordinario del Comune di Imola Adriana Cogode, in una data particolare: il 23 maggio, Giornata della Legalità, che vede quest'anno ricorrere il 26esimo anniversario della strage di Capaci (23 maggio 1992), teatro di un efferato agguato di mafia che vide tragicamente coinvolti il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della sua scorta.

“Nel contesto delle iniziative rivolte a ricordare le vittime della criminalità organizzata e nell'intento di dare un contributo formativo sul delicato tema della legalità, desidero promuovere un evento con e per gli studenti delle scuole superiori della città, che avrà luogo proprio il 23 maggio, in concomitanza con la cennata ricorrenza”, spiega il Commissario Straordinario.

“L'idea – sottolinea la Cogode – nasce dal doveroso impegno di favorire, in un tessuto economico e sociale come quello imolese, ricco di storia e di cultura del sociale, da sempre proiettato verso lo sviluppo economico, la prevenzione e la sensibilizzazione sul tema della sicurezza, allo scopo di preservare, con l'impegno di tutte le Istituzioni, quegli anticorpi che notoriamente caratterizzano una società sana”.

Il programma della mattinata prevede alle 9 l'accoglienza degli ospiti, seguita alle 9,30 dalla proiezione del film “La mafia uccide solo d'estate” di Pierfrancesco Diliberto. A partire dalle 11 sono previsti gli interventi di Adriana Cogode, Commissario Straordinario del Comune di Imola; Margherita Asta, sorella dei gemelli Giuseppe e Salvatore Asta, vittime innocenti di mafia; Lucio Guarino, Direttore Consorzio “Sviluppo e Legalità”; Vincenza Rando, Associazione Libera, Giovanni Schiavone, Dirigente ufficio scolastico provinciale. Seguirà il confronto-dibattito con gli interventi degli studenti.

A conclusione dell'evento, nel giardino antistante il Teatro Osservanza, avverrà lo scoprimento di una targa a ricordo dei gemellini Giuseppe e Salvatore Asta (sei anni) e della loro mamma Barbara Rizzo (trent'anni), vittime innocenti di mafia, barbaramente uccisi durante un agguato della criminalità organizzata a Pizzolungo (Trapani) il 2 aprile 1985, finalizzato ad uccidere il magistrato Carlo Palermo.