Gentile direttore,
ho avuto modo questa mattina di leggere l'articolo apparso sul suo giornale.
La ringrazio per aver dato notizia dell'incontro pubblico che abbiamo promosso come associazione PerLeDonne. Mi permetta, però, di fare alcune considerazioni sulle ultime 2 righe dell'articolo. Non mi è parso corretto scrivere di una presunta non neutralità dell'associazione di cui mi onoro di far parte da 3 anni e di cui da volontaria curo la comunicazione. Chi sono le “realtà più neutre rispetto a PerLeDonne”? E, soprattutto, più neutre rispetto a cosa? Mi sarebbe piaciuto che l'autore del pezzo spiegasse meglio quella che, così come è stata scritta, appare una illazione, non suffragata da alcun fatto.

Quando ad aprile abbiamo deciso di organizzare un incontro pubblico con le candidate e i candidati alla carica di sindaco l'abbiamo fatto per 2 ragioni: portare al centro del dibattito elettorale le istanze delle donne e conoscere come le candidate e i candidati hanno intenzione di declinare in azione amministrativa la cultura di genere, la parità, il contrasto alla violenza contro le donne.
Abbiamo invitato tutti, ma proprio tutti. Abbiamo scelto una giornalista che da sempre si occupa di questi temi. Abbiamo pubblicizzato l'evento nel migliore dei modi possibili (con gli strumenti che abbiamo a disposizione) perché pensiamo che i temi di cui sopra non siano un problema delle donne ma un interesse di tutti.

E allora mi domando: cosa ci renderebbe non neutrali?
E quanto alla partecipazione dell'avvocata Carmen Cappello al nostro dibattito, le chiedo: non crede che una candidata donna che si appresta a chiedere i voti per guidare Imola abbia prima di tutto il dovere e poi il diritto di partecipare a un dibattito che delle donne si occupa? Se proprio le due candidate donne non partecipassero, cosa scriverebbero i giornali?

I partiti sono sempre rimasti fuori dalla nostra porta, ma non la politica, perché l'interesse pubblico ci appassiona e di quello ci occupiamo da 5 anni. Perché una corretta cultura di genere, una società meno impari, il contrasto alla violenza contro le donne fanno di una città un luogo più giusto in cui vivere, e quindi più bello. Per le donne così come per gli uomini.
La storia delle organizzazioni è la somma delle persone che le animano, ma si sbaglia quando si confonde la storia personale degli individui con quella di un'organizzazione intera. La parte per il tutto.
PerLeDonne è un'associazione senza fini di lucro e apartitica, che accoglie diverse decine di socie e altrettante volontarie non socie. Decine di persone con le proprie idee, esperienze, valori. Non per forza identici. Ed è proprio a tutela di questa diversità, che è la ricchezza della nostra associazione, che ho deciso di scriverle.
Venga questa sera al dibattito, se vedrà della non neutralità da parte nostra domani avrà tutto il diritto di scriverlo, ma un giudizio a priori come quello che ho letto oggi mi trova in disaccordo poiché restituisce un'immagine non veritiera dell'associazione e di chi la compone.

(Concetta Sara Gaggiano – Associazione PerLeDonne)

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Nessuno ha voluto mettere in dubbio la vostra capacità di condurre un dibattito in modo neutrale, anzi siamo davvero convinti che così sia e salutiamo con piacere questa iniziativa che parla di temi che ci stanno molto a cuore.
Il concetto espresso nelle ultime righe non era rivolto alla vostra associazione quanto alla candidata sindaco del centro sinistra la cui partecipazione ai dibattiti sembra condizionata da chi l'organizza e dalla possibile platea che si troverà di fronte, come dimostra la sua assenza (seppur motivata, ma sempre assenza era) a precedenti iniziative, quando invece, concordando con voi, riteniamo che qualsiasi candidato che si appresta a chiedere i voti per guidare Imola abbia prima di tutto il dovere e poi il diritto di partecipare a dibattiti sui temi che dovranno essere affrontati dal prossimo governo cittadino, temi che hanno la stessa identica dignità.

(v.z.)