Imola. L'arrivo di Pierluigi Bersani in città il 30 maggio a sostegno di “Sinistra per Imola”, lista nata dopo una dura lotta interna a Articolo 1-Mdp, con i vertici bolognesi e circondariali a decidere di allearsi con il Pd e con la candidata a sindaco Carmela Cappello, scatena la polemica.

La Sinistra Italiana imolese, che sosterrà invece il candidato a sindaco Filippo Samachini, ci va giù pesante: “Pierluigi Bersani verrà a Imola tra qualche giorno, a sostegno della lista civetta 'Sinistra Per Imola', in coalizione col Pd e in contrapposizione alle altre due forze che fino a prova contraria costituiscono Liberi e Uguali – scrivono Michele Sergi, Corrado Bufi, Roberto Di Bari e Manuela Liverani (nella foto) -. Lo leggiamo il giorno di un'assemblea a Roma volta a costituire un partito unitario della sinistra che, come oggi stesso ha richiamato Piero Grasso, si prefigge di proporsi come alternativo al Pd . Inoltre chiediamo all'on. Bersani, se si ricorda i contorsionismi del Pd imolese nel 2013 che a cena era bersaniano e a colazione si scoprì renziano, fulminato in una notte sulla via di Rignano”. Parole forti, ma vere nei confronti dei grossi calibri del Pd come il senatore Daniele Manca e il segretario Marco Raccagna, mentre al contrario Pierpaolo Mega, Gabriele Zaniboni e Raffaello De Brasi furono renziani della prima ora.

“L'on. Pierluigi Bersani è stato eletto anche con i voti di Sinistra Italiana e Possibile, oltre che quelli di Articolo 1 – MdP e riteniamo altamente inopportuno che venga ad avallare questa operazione verticistica, contraria anche alla base stessa del suo movimento – concludono Sergi, Bufi, Di Bari e Liverani -. Con questo atteggiamento si è complici della scelta di spaccare e distruggere Liberi e Uguali, e non è atteggiamento di chi vuole costruire un partito unitario della sinistra”.

(m.m.)