Sono centinaia i lavoratori di Manutencoop che svolgono le loro funzioni nel circondario imolese, in Comune, all'ospedale Nuovo e in diverse aziende. Una presenza importante, forse spiazzata dalla decisione dei vertici della cooperativa di uscire da Legacoop. Una cosa impensabile anche solamente poco tempo fa.

Invece la ferita è grande. “Sono anni che le cooperative vivono una condizione di difficoltà, che sarebbe dovuta diventare da tempo oggetto di indagine”. Claudio Levorato, presidente di spiega il clamoroso addio all'interno di quella che era considerata fino a poco tempo fa la “cooperazione rossa” nell'Emilia-Romagna sempre meno rossa nelle elezioni politiche del 4 marzo scorso. “Nel mondo cooperativo sono emersi problemi strutturali che danno luogo a una condizione di inadeguatezza ad affrontare il mercato – sottolinea Levorato seccato -. Critico Legacoop piuttosto come associazione che fa un mestiere che non è il suo, critico il dirigismo, fuori luogo dato che le cooperative sono soggetti giuridicamente autonomi. Da quando abbiamo iniziato a ragionare di società per azioni e capitalizzazione, in Legacoop abbiamo sempre trovato davanti atteggiamenti di sufficienza e apertamente negativi. Un muro di gomma. Legacoop si deve ripensare come tutte le associazioni intermedie. Non è fallita, ma è in concordato preventivo e di solito, in tal caso, si nomina qualcun altro per gestire l'azienda”. Parole forti e pesanti.

“Prendiamo atto della decisione di Manutencoop di recedere da Legacoop, ma dissentiamo dalle ragioni di merito che hanno portato a motivazione della delibera di recesso. Al contrario di quanto dichiarato dal presidente di Manutencoop, riteniamo che il modello cooperativo sia tra i più efficaci per affrontare le sfide del mercato, perseguendo gli obiettivi di uno sviluppo sostenibile”. Lo sostiene Legacoop Bologna, che dopo, lo storico strappo di Manutencoop che è uscita dall'organizzazione di
rappresentanza, ha diffuso una nota dopo la riunione dell'ufficio di presidenza.

“Le relazioni tra Legacoop e le cooperative aderenti – proseguono i dirigenti del mondo cooperativo bolognese – sono regolate dai principi di responsabilità, reciprocità e partecipazione. Questo implica l'impegno di tutti ad utilizzare le sedi di confronto in maniera attiva. Purtroppo da tempo coloro che rappresentano Manutencoop hanno rinunciato a partecipare agli organi e alle sedi di confronto di Legacoop, privilegiando l'uso dei media per esternare il proprio pensiero sul mondo
cooperativo. Legacoop è un sistema aperto e tale rimarrà”. La realtà è che le coop aderenti a Legacoop sono tante, ma assai differenti fra loro. Alcune lavorano nel mondo muovendosi in modo simile a holding, altre sono di medio livello nazionale e ce ne sono ancora di piccole dimensioni che faticano ad affiancare la “ripresina” in atto finora. Le esigenze diverse possono portare a decisioni come quella di Manutencoop.