Mordano (BO). Bolè, lo spumante made in Romagna, è stato al centro di un convegno organizzato dalla Sagra dell'Agricoltura sul tema “Un'altra Romagna del vino – Novebolle e il primo testimonial Bolé”. Ne hanno parlato Carlo Dalmonte, presidente Caviro, Marco Nannetti, presidente Cevico, Ruenza Santandrea, Presidente Bolé, con la conduzione della serata affidata a Nicole Poggi, responsabile del Progetto Bolé.

Dopo la prima uscita ufficiale al Vinitaly, a Verona, nell'aprile scorso, lo spumante made in Romagna è stato presentato anche a Mordano. Bolé è al tempo stesso la prima etichetta della nuova Doc Romagna Spumante – Novebolle (promossa dal Consorzio dei vini di Romagna, che è proprietario del marchio collettivo Novebolle) e il nome del progetto della società presieduta da Ruenza Santandrea e costituita esattamente al 50% dai consorzi Cevico (a Imola è associata la cantina Colli Romagnoli) e Caviro (aderisce la Cavim di Sasso Morelli), che insieme contano circa 20 mila associati e quasi 9 milioni di quintali di uva lavorata.

L'obiettivo è valorizzare e mettere in luce il Trebbiano, il re della pianura, il vitigno più diffuso in Romagna, con circa 14.700 ettari, cioè circa il 30% della superficie vitata regionale e spesso venduto fuori regione come base spumante. L'idea alla base della Doc Spumante Romagna-Novebolle è proprio quella di dare valore aggiunto al trebbiano, vinificandolo come spumante, nella sua zona di produzione. Questo consentirà di trattenere più remunerazione sul nostro territorio, da ridistribuire agli associati, sottolineano i relatori, che evidenziano come Bolè (con il 70% di trebbiano più altri vitigni uve bianche ammesse dalla Romagna Doc) rappresenti un progetto che porta con sé la sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

Insieme alla versione 'bianco' è prevista anche la versione 'rosato', a base di sangiovese, in questo caso per rispondere alle esigenze dei produttori di collina.

Oltre alla novità di uno spumante prodotto in Romagna, scelta che comunque affonda le radici agli inizi del secolo scorso, quando Ozzano, Faenza (in specifico la località Sarna) e soprattutto San Mauro Pascoli erano poli di una qualificata produzione di spumanti, allora definiti champagne, c'è da sottolineare che a dare il via e fare da traino all'operazione sono i due colossi cooperativi Caviro e Cevico. Che pur rimanendo concorrenti nel mercato sugli altri prodotti, hanno deciso di unire le forze per valorizzare il territorio di Romagna, con anche il suo stile di vita (dalla socialità all'ambiente, dall'arte alla gastronomia) che è alla base di due vitigni trebbiano e sangiovese, nell'ottica di dare maggiore remunerazione ai propri soci.

Naturalmente l'invito e l'auspicio del Consorzio dei vini di Romagna – oltre che di Caviro e Cevico – è che anche gli altri produttori romagnoli prendano in considerazione la possibilità di vinificare uno spumante di Romagna.
Che serva tempo per affermare questo prodotto e nello specifico lo spumante a marchio Bolé è stato ribadito da tutti gli intervenuti, ma la spinta e la giusta 'carica' dei protagonisti è emersa ieri sera, come in precedenza al Vinitaly, così come l'apprezzamento dei consumatori che hanno assaggiato il prodotto.

L'obiettivo non è tanto quella di insidiare il regno del Prosecco, quanto contendere insieme al Prosecco il mercato della birra. Bolé e più in generale lo spumante di Romagna è un prodotto pensato per i giovani, che al momento viene venduto solo nelle enoteche e nella ristorazione.
E dopo le parole, niente di meglio che assaggiarlo, abbinato nell'occasione all'ottima torta di frutta offerta da Gigi's Bar di Mordano. E i commenti per lo spumante sono stati molto positivi. In alto i calici, allora: arriva Bolé, lo spumante made in Romagna.

Nel frattempo la Sagra dell'Agricoltura continua e mercoledì 30 maggio propone l'incontro con il mare. A Mordano sbarca infatti l'Adriatico con i suoi 'frutti' migliori: dalle ore 20 serata del Pesce di Mare, con all'opera alcune famiglie di pescatori di Cattolica specializzate non solo nel pescare, ma anche nel cucinare il pesce pescato. Nasce così uno speciale menu di pesce che spazia da cozze e vongole calde agli strozzapreti al profumo di mare all'arrostita di mare (solo su prenotazione – info: Riccardo 335.6344212).

(Nella foto: Marco Nannetti, Ruenza Santandrea, Renato Folli, Nicole Poggi, il sindaco di Mordano Stefano Golini e Carlo Dalmonte)