Imola. Carmela Cappello, candidata a sindaco del centrosinistra a traino Pd, e il suo staff cercano di giocare d'anticipo. Sa che la sera del 29 maggio avrà un confronto con i suoi avversari alle elezioni amministrative del 10 giugno davanti a imprenditori e sindacati e così fa conocere le sue ricette economiche.

“Vogliamo – spiega affiancata dagli alleati, uno per ognuna delle 5 liste che la sostengono – che Imola diventi un polo attrattivo per nuove imprese. Qualcosa è già stato fatto con la 'Manufactoring zone', ora intendiamo ampliarlo a più alto livello”.

Come? “Dopo 10 anni di crisi economica con imprese che hanno chiuso, l'amministrazione comunale deve fungere da facilitatore mettendo in rete le aziende meccaniche e meccatroniche già presenti, ma soprattutto far nascere un polo scientifico e sperimentare con scuole come l'Itis e l'Università presente in città. Ora ci sono, nella zona industriale, tanti capannoni vuoti, quindi zone da riqualificare a costo zero, il Comune deve aiutare le destinazioni d'uso, forse anche lavorando sugli oneri di urbanizzazione. C'è bisogno di investimenti pubblici per trovare posti di lavoro ai giovani imolesi, in particolare periti tecnici, nella loro città e non essere costretti ad andare all'estero. Quest'ultima deve rimanere una scelta”.

Insomma, per la Cappello “il polo scientifico che deve essere formato dalle imprese del territorio può orientare i ragazzi e le loro famiglie che devono decidere a quali scuole superiori iscriversi, naturalmente spiegando quali sono le opportunità vere di lavoro lasciando ovviamente la libertà di decidere secondo le proprie inclinazioni”

Gli alleati sono stati sulla stessa linea. Qualcosa in più è stato detto dalla capolista di ImolaFuturo-Area Civica Giuseppina Brienza che ha sottolineato come “esista già il Cisst e i percorsi di scuola-lavoro possono dare un valore aggiunto enorme”. E Claudio Casini di “Sinistra per Imola” ha affermato che “bisogna chiedere alle imprese importanti di iniziare a parlare di riduzione dell'orario di lavoro, lavorare meno per far lavorare più persone. Poi mancano ancora gli asili all'interno delle aziende che, quando ero presidente della Cefla, avevamo in animo di fare, ma ancora non sono stati fatti”. Sì, ai tempi di Casini e altri in città le idee innovative erano tante e interessanti, poi con le giunte degli ultimi anni molte cose si sono fermate, nel migliore dei casi, a una gestione dell'esistente. Chissà se quello che si definisce “nuovo centrosinistra” avrà la forza di vincere le elezioni, non è per nulla scontato, e poi di ripartire.

 
(m.m.)