I posteri si racconteranno una storia e trarranno divertimento nel vedere lo stupore e l'incredulità in vistoso andamento crescente tra gli ascoltatori. Narreranno di una strepitosa vittoria in un turno elettorale europeo, poi di una vistosa sconfitta perpetrata alla fine di una consultazione referendaria, seguita da una lunga serie di risultati negativi in caso di elezioni a carattere locale, per finire, ma si fa solo per dire, in una pesantissima debacle in caso di decisiva consultazione nazionale.

Narreranno poi di un sacerdote che l'aveva vista lunga, affermando trattarsi di individuo uso a portarsi a casa il pallone, lasciando di stucco i compagni di gioco, quando il suo tempo di divertimento era terminato…

Mi duole e mi addolora di molto l'ammetterlo, ma uno degli assiomi che avevo fatto mio, travolto dal mutare degli eventi e dal succedersi dei condottieri, ha smarrito il fascino della dura verità che racchiudeva nel suo profondo significato. Anzi, l'ultimo svolgersi degli avvenimenti pare affermare esattamente il contrario e solo una unica ed esile voce sembra si sia levata in sua difesa: occorre che nulla cambi affinché tutto appaia cambiato.

Traggo questa (per me) drammatica conclusione dallo sconfessarsi di una realtà insieme filosofica, scientifica e umanistica: la causa e l'effetto. L'esame di questi due parametri sta alla base di ogni pensiero umano, di ogni ricerca scientifica. Fino a ieri. Oggi non funziona più. L'evolversi impietoso degli effetti, le loro inevitabili e prevedibili conseguenze, la drammatica situazione che repentinamente si è venuta a creare hanno fatto si che ci si concentrasse unicamente sugli effetti dimenticando (ah! grave colpa!) la causa del tutto.

La conseguenza di questo imperdonabile errore vedrà la fine del superficiale analista, fine imminente ed inevitabile. La fine di un'idea scaturita da menti benpensanti non troppi anni fa, un'idea insieme politica e amministrativa, sociale ed economica. Come questo sia potuto accadere, quale la causa o i fattori che hanno fatto si che il primo parametro sia stato completamente dimenticato non è dato sapere. Ci si limita ad un esame degli effetti in assenza totale di ricerca della causa.
Il tutto è sotto i nostri occhi, occhi che non vedono più, occhi che forse non sanno o non vogliono vedere.

E' risaputo che la strategia dello struzzo non garantisca buoni risultati, ma la forte assuefazione all'incensamento (ho dimenticato la parola “auto” prima di incensamento) ci ha talmente avvolti che non riusciamo più a districarci tra i nuovi e vecchi miasmi che ci circondano. Neppure è bastato il richiamo di un vecchio Presidente che a fatica ha cercato fino all'ultimo di cavalcare l'onda, prima di essere costretto a cedere davanti alla realtà della vita. E se per puro caso ci sembrasse che tale svolgersi di accadimenti si stia svolgendo ben lontano da noi, quasi immuni da voci ed eventi tanto a noi lontani, saremo costretti a ricrederci e il prezzo da pagare sarà tanto più alto di quanto grande sarà la nostra incosciente sorpresa.

Infatti, anche non molto lontano da noi, nel cuore bolognese che batte a pochi chilometri dalle nostre case, impensieriti dall'effetto che appare travolgente (e lo è) si è provveduto a sbandierare la logora bandiera dell'allarme di confraternita e al richiamo della necessità di fare pace tra di “noi” per trovare il tempo di combattere contro gli “altri”. E si continua pure all'auto-incensamento (questa volta non mi è scappato!!), affermando che si è governato bene, che i nostri valori sono… e che i nostri programmi e le nostre idee sono…. .

Viene da concludere che, in base a questa affermazione, tutti gli imolesi, tutti gli emiliani-romagnoli, gli italiani tutti siano completamente deficienti, incapaci di intendere e di volere, preda incosciente di un raptus gravissimo di impossibilità di distinzione tra il bene ed il male. Già, il male: mal ce ne incoglierà!

(Mauro Magnani)