Spett. redazione,
dal 14 al 20 maggio scorsi si è svolta la IX edizione del festival “DDT – Diversi Dirompenti Teatri”, interamente all'interno dell'area dell'ex ospedale psichiatrico Osservanza, a Imola. L'associazione ExtraVagantis, che cura il festival, e Marina Mazzolani, a cui è affidata la direzione artistica, in questa occasione particolare, che ha visto la realizzazione di un'idea inedita, tramite un lavoro di alcuni mesi, ringraziano calorosamente tutte le persone che hanno partecipato e tutti coloro che hanno reso possibile “Sulla stessa barca” e gli incontri sul teatro di comunità e sull'esperienza del superamento dell'istituzione psichiatrica “L. Lolli” e sul lavoro di Giorgio Antonucci, che hanno completato il programma tra il 19 e il 20 maggio.

In scena contemporaneamente per “Sulla stessa barca”, la mattina del 19 maggio c'erano 56 persone, che condividevano lo stesso bagaglio teatrale, acquisito separatamente in diversi laboratori nei mesi precedenti. Si è trattato di aderire a un progetto realmente sperimentale: se la classe II A dell'Istituto “Ghini”, su volontà della Prof.ssa Luana Brunetti, il gruppo teatrale “Il campanile dei ragazzi” di Grizzana Morandi (Pioppe di Salvaro), parte del gruppo teatrale della Creative Factory di Mannheim (Germania), la Coop. Soc. Camelot, con i suoi ragazzi richiedenti asilo, il Centro Sociale La Tozzona di Imola (che ha messo a disposizione lo spazio per uno dei laboratori), la Fondazione Santa Caterina (che mette da tempo a disposizione uno spazio per gli incontri di laboratorio di ExtraVagantis, con nostra infinita gratitudine), le varie persone di diversa età e di diversa provenienza, che hanno ritenuto di aderire ai laboratori, i musicisti Maurizio Piancastelli e Guido Sodo, non avessero accettato di far parte di questo piccolo ma intenso ed emozionante viaggio, “Sulla stessa barca” sarebbe rimasto un sogno.

La differenza tra il sogno e la realtà è stata determinata anche dal Comune di Imola, Con.Ami (e la Soc. Osservanza), la Fondazione della Cassa di Risparmio di Imola, la Fondazione della Cassa di Risparmio di Ravenna, che ci hanno sostenuto economicamente. Il festival ha ottenuto il patrocinio scientifico del Dipartimento di Scienze dell'Educazione “Giovanni Maria Bertin” dell'Università di Bologna, è all'interno del programma di “Oltre la siepe” e si realizza in collaborazione con la Rete dei Teatri Solidali della Città metropolitana di Bologna.

“Sulla stessa barca”, così come gli altri incontri che hanno fatto parte del festival, non rientrano nelle notizie più eclatanti, probabilmente, ma soltanto per un fraintendimento grande che induce a ritenere che gli accadimenti da segnalare siano quelli maggiori, di cui però già tutti parlano. Si sa, però, che anche la Storia ha vari racconti e che il corpo grande del racconto è costituito dalle tante vite che agli “onori della cronaca” non salgono probabilmente mai. La scala del piccolo, o del ritenuto piccolo, è in realtà la più grande, e quel che succede nel piccolo ha enorme importanza e sempre rispecchia quel che succede, poi determina quel che succederà, nel grande. Il festival “DDT” del 2018 si è riferito in particolare agli ultimi, a quel piccolo che spesso resta nell'ombra o spesso si rimuove: in vari modi si è fatto riferimento ai confini e ai muri che dividono le persone, da quelli abbattuti delle istituzioni manicomiali, a quelli che riappaiono sotto altre forme, sempre a delineare la difficoltà nel rapporto con l'Altro, con e tra le diversità. Da un'azione teatrale ricercatamente “leggera” (secondo l'idea di leggerezza che ci ha trasmesso Italo Calvino), agli incontri dei pomeriggi di sabato e domenica, si è dipanato un filo, utile per futuri cammini. Da “Sulla stessa barca” sono scaturite molte emozioni, molti incontri, molti scambi di pensieri, di energia. Nel nostro piccolo siamo contenti di noi. E ci terremmo a farlo sapere. Non disperiamo di poter dare nuovi appuntamenti a molte altre persone, magari il prossimo anno, per la X edizione di “DDT”.

(Serena Camaggi, associazione ExtraVagantis)