Abbiamo intervistato i candidati alla carica di sindaco del Comune di Imola. Ad ognuno abbiamo rivolto dodici domande. Le pubblicheremo giorno per giorno in gruppi di due, tre o quattro domande, inserendo le risposte di tutti i candidati, in modo che il lettore possa farsi un'idea delle posizioni in campo.

GLI INTERVISTATI (in ordine alfabetico)
Francesco Armiento (nato a Castel Bolognese il 19/02/1967, lavora presso il ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo – Polo museale dell'Emilia Romagna. E' appoggiato dalla lista Azione Imolese).
Franco Benedetti (nato a Imola il 14/10/1957, arriva dal mondo dell'Industria con oltre trent'anni di dirigenza in aziende leader. E' appoggiato dalla Lista civica “Per l'Autodromo Imola”).
Giambattista Boninsegna (nato a Dozza il 01/03/1957, pensionato, ha lavorato nel mondo dell'industria ed è stato vicesindaco dell'amministrazione Manca a Dozza). E' appoggiato dalla lista “Il Popolo della Famiglia”.
Carmela Cappello (detta Carmen) (nata a Polla – SA il 16/06/1965, avvocato e consigliere di Acer. E' appoggiata dalle liste: Imola Futuro – Area Civica, Sinistra per Imola, Imola Più, Partito Democratico, Partecipazione & Innovazione).
Giuseppe Palazzolo (nato a Niscemi – CL il 14/03/1955, funzionario dell'Enea di Bologna. E' appoggiato dalle liste: Forza Italia Berlusconi per Palazzolo, Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, Lega Imola Salvini per Palazzolo, Focus Palazzolo Sindaco per Imola).
Filippo Samachini (nato a Castel San Pietro Terme il 18/04/1987, lavora come social media manager. E' appoggiato dalla lista Sinistra Unita Imola).
Manuela Sangiorgi (nata a Imola il 22/01/1972, responsabile del Patronato Ital Uil Imola. E' appoggiata dal Movimento 5 Stelle.

LE DOMANDE
1) La presenza di Imola nella Città metropolitana di Bologna la ritiene un'opportunità o un problema? Quali sono secondo lei i vantaggi di questa Istituzione per l'area imolese?
ARMIENTO:
“La città metropolitana, essendo un ente di 2° livello non eletto dal popolo, è la rappresentazione delle maggioranze politiche dei comuni che la compongono (nel nostro caso di centrosinistra). L' 'azionista di maggioranza' è il Comune di Bologna che ne detiene la presidenza. La vicepresidenza non è detto che debba necessariamente toccare ad Imola (secondo Comune della Città metropolitana). Imola pertanto svolge già un ruolo marginale all'interno della città metropolitana e in caso di diversa maggioranza alle prossime elezioni ancora di più. Non vediamo pertanto alcun beneficio per la città di Imola l'appartenenza alla città metropolitana. Azione Imolese costruirà un percorso che, aprendosi al territorio della Romagna, porterà la città di Imola ad essere protagonista e centro di una vasta provincia comprendente le città di Faenza, Lugo e altri territori della Romagna”.

BENEDETTI: “La presenza nella città Metropolitana di Bologna la ritengo una cosa utile, e comunque ogni dipendenza deriva sempre dalla Regione, dal mio punto di vista ritengo che non si possa tornare indietro, quindi occorre però vigilare, soprattutto per l'ASL, dovremmo cercare di difendere il più possibile i servizi rimasti a Imola inerenti all'ospedale e riportare parte dei servizi passati a Bologna da Imola”.

BONINSEGNA: “E' un problema! Imola è Romagna! Per colpa di un romagnolo, dall'unità d'Italia siamo passati da Ravenna a Bologna. I vantaggi non li abbiamo mai visti! Il vero problema è l'istituzione della Città metropolitana, un ente di secondo livello che decide su un ente di primo, c'è stato un doppio errore politico: Bologna non sarà mai una Città metropolitana, compresa tutta la provincia arriva appena a un milione di abitanti, il fatto che un ente di secondo livello comandi su quello eletto direttamente dai cittadini, è molto pericoloso! E se ne vedono già le conseguenze, qualcuno si stanca perché è messa a rischio la democrazia (vedi Circondario mai decollato e l'Europa che è sentita come invasore, in quest'ultima l'europarlamento è eletto dai cittadini, ma chi decide realmente non è scelto direttamente da tutti gli europei, quindi di secondo livello)”.

CAPPELLO: “Penso che la Città Metropolitana sia una importante opportunità per far sentire la voce dei cittadini imolesi. A quel tavolo dobbiamo presentarci uniti come Circondario e far valere i nostri 130.000 residenti come massa critica per ottenere quanto ci spetta”.

PALAZZOLO: “Fermo restando che in Città metropolitana ci siamo entrati per effetto di una norma nazionale, tutto dipende da come si decide di starci. Se si accettano passivamente le decisioni imposte da Bologna, è chiaro che diventa un problema. Se si battono i pugni sul tavolo per far valere la nostra autonomia, per esempio in ambito sanitario, allora il discorso cambia. Noi abbiamo avuto un ex sindaco che per un conflitto di carattere urbanistico si è dimesso da vicesindaco della Città metropolitana. Certamente non è questo il modo di stare dentro questo ente che, in ogni momento, deve riaffermare con forza l'autonomia dei territori”.

SAMACHINI: “Per ora si sta rivelando più un problema che un'opportunità, in futuro auspichiamo che la situazione, grazie al nostro lavoro, cambi. Nel passato Imola pur facendo parte della provincia di Bologna aveva mantenuto la sua autonomia ed era quel famoso trattino tra l'Emilia e la Romagna. Avevamo istituzioni tipicamente provinciali, che garantivano servizi di primo livello ai cittadini imolesi. Questo si sta pian piano perdendo e la questione della sanità né è la prova più lampante”.

SANGIORGI: “L'area metropolitana nasce nel disegno normativo e costituzionale per tutelare in modo coordinato e razionale gli interessi di conglomerati urbani che si possono considerare omogenei. Se così non è, si tratta di un rapporto centro-periferia, con tutti gli svantaggi che comporta. Ora, in primo luogo sarebbe stato preferibile consentire ai cittadini, con un referendum consultivo, di esprimersi sulle proprie preferenze in merito all'inclusione o meno nell'area metropolitana bolognese una volta analizzati tutti i vantaggi e gli svantaggi conseguenti.
Così le precedenti amministrazioni non hanno voluto e ora ci troviamo a combattere per non essere marginalizzati peraltro attraverso un ente di secondo livello, in cui gli istituti democratici sono almeno piuttosto 'diluiti' e lontani dai cittadini.
In questa situazione critica, puntiamo almeno a compartecipare ai benefici portati dalle eccellenze presenti sul territorio bolognese”.

2) Negli anni la sanità imolese ha perso di qualità e l'ospedale rischia di essere depotenziato. Entro il mese di giugno giungerà a termine il lavoro di analisi del gruppo tecnico coordinato dall'assessore alla Sanità della Città metropolitana, come vede il futuro della sanità imolese?
ARMIENTO: “Dopo aver speso ulteriori energie e risorse verranno a raccontarci di un futuro per la nostra sanità fatto di un progressivo depotenziamento della nostra struttura ospedaliera. Ho già vissuto, in altri territori provinciali, l'impoverimento delle strutture sanitarie, graduale e crescenti, con l'accorpamento di ASL in territori sempre più vasti. Tutto ciò ha determinato e determinerà per Imola un vero e proprio esodo di cittadini del territorio che dovranno percorrere centinaia di chilometri al giorno per fruire dei servizi sanitari (e per assistere i loro cari), che oggi possono trovare presso la nostra struttura ospedaliera. Il progetto che Azione imolese si propone di attuare è pertanto quello di mantenere l'ospedale di Imola come asl e presidio primario, che diventerà il punto di riferimento all'interno di un'organizzazione del territorio differente da quella attuale, in collegamento con Faenza. Il centro di un territorio più ampio che servirà le comunità delle vallate del Santerno, del Senio e del Lamone, che oggi sono distanti sia da Bologna sia da Ravenna. Più che un'ancella povera di Bologna, meglio essere il punto di riferimento di un nuovo assetto delle Ausl. Provvederemo inoltre a consentire servizi e prenotazioni sanitarie in tempi certi ed accettabili, dando la possibilità al cittadino di poter fruire delle stesse prestazioni in tempi brevi e al medesimo costo del pubblico, presso strutture ospedaliere convenzionate”.

BENEDETTI: “Il futuro della sanità imolese è seriamente a rischio, occorre difendere ciò che al momento abbiamo. Non dimentichiamo che l'ospedale civile di Imola è da considerarsi di primo livello, mi auguro che dopo il 10 di giugno a nuove elezioni e nuovo Sindaco, ed essendo personalmente candidato corro per vincere, quindi allora potrò avere gli strumenti necessari per poter capire meglio la situazione in essere e trovare la soluzione piu' opportuna per questo problema che è di tutti”.

BONINSEGNA: “Il futuro è molto incerto. Nel 2015 è stato ceduto ramo d'azienda a Bologna: il laboratorio analisi e i servizi amministrativi. Tutto è però sospeso, ci sono le elezioni, e pure quelle regionali l'anno prossimo, chi governa non vuole perdere, non diranno mai quello che è già stato deciso, prima dei risultati delle regionali del 2019, data di scadenza del mandato del direttore generale dell'Ausl di Imola. Oltre a quello descritto sopra, l'unita sanitaria di competenza per Imola esiste già, comprende la citta metropolitana e la provincia di Ferrara. AVEC: Area Vasta Emilia Centrale”.

CAPPELLO: “Parto col dire che la nostra Ausl é autonoma e l'ospedale rimarrà di primo livello, con 6 primari e presto ne arriverà anche un altro. La sanità imolese non si tocca”.

PALAZZOLO: “Il futuro della sanità imolese dipende dal sindaco che se ne farà davvero carico. Noi abbiamo già visto i risultati del depotenziamento e il modo di lavorare di chi ha provocato tutto questo. Noi vogliamo ridiscutere gli accordi già presi, riportare a Imola i primariati eccellenti, aumentare i posti letto e abbattere le liste di attesa. Non si fa dall'oggi al domani, ma se i temi non si pongono mai, non li si affronta nemmeno. E poi chiederemo che la nostra Conferenza socio-sanitaria torni a essere autonoma, che senso ha accorparla a Bologna? E' anche da lì che è cominciato tutto, è anche per questo che i cittadini temono la graduale svendita di servizi a Bologna”.

SAMACHINI: “Nel futuro vedo la volontà di depotenziare il nostro ospedale. Se diventerò primo cittadino mi impegnerò affinché in Città Metropolitana e in Regione si comprenda la necessità di mantenere a Imola l'ospedale di primo livello che serve un bacino d'utenza che va da Castel del Rio a Spazzate Sassatelli. In tutti i settori della nostra società c'è un avvicinamento dei servizi alle esigenze dei cittadini, mentre in questo caso per mere questioni economiche i servizi vengono delocalizzati. L'autonomia della sanità imolese va difesa e rilanciata”.

SANGIORGI: “Seguendo attentamente i lavori del gruppo tecnico e le relative scadenze, purtroppo non pare di rilevare una effettiva ed incisiva volontà di rispondere alle problematiche evidenziate dai cittadini imolesi quanto piuttosto un tentativo di 'far digerire la pillola' a fronte di decisioni in gran parte già prese rispetto ad un depotenziamento dei servizi sul nostro territorio. Non lasceremo comunque intentate tutte le azioni in nostro potere e di influenza a livello locale, regionale e nazionale per contrastare la diminuzione dei servizi a favore della nostra collettività”.

Nelle prossime uscite le risposte alle seguenti domande
3) Oramai è chiaro che il sistema di welfare non è più adeguato ad affrontare con efficacia i problemi attuali. Vecchi problemi come la questione anziani, nuovi come le patologie legate alla dipendenza dal gioco, il sostegno alle donne che lavorano, qual è la sua visione di welfare per il futuro?

4) Dia un voto alla gestione dell'autodromo negli ultimi anni e ci illustri le sue idee per un eventuale rilancio. Cosa pensa della questione rumore?

5) Il tema della discarica è stato uno dei più caldi degli ultimi tempi. L'ex sindaco Daniele Manca era favorevole ad un raddoppio anche per una questione di business, qual è la sua opinione in merito e come vede in futuro la gestione dei rifiuti.

6) C'è chi dice che a Imola non ci sia un problema legato alla sicurezza, c'è invece dall'altra parte pensa che sia un tema rilevante: qual è la sua posizione e quali interventi intende mettere in campo su questo terreno?

7) Come vede la situazione dei giovani sul territorio e in generale? C'è un problema di spazi di aggregazione in riduzione ma anche un problema di qualità per dare risposte concrete alle esigenze. Cosa pensa in proposito?

8) Quali i punti di forza e quali i punti deboli della cultura a Imola? Ci illustri i suoi progetti in proposito.
9) La differenza di genere è ormai un tema ricorrente nella politica, ma c'è ancora molta distanza tra gli intenti dichiarati e la realizzazione di pari opportunità, quali sono le sue idee in merito? Che visone ha della Commissione Pari Opportunità del Comune?

10) L'elettorato avverte sempre più la differenza tra intenti (promesse) e realizzazioni: non avverte la necessità di una maggiore partecipazione dopo la fine dell'esperienza dei quartieri e dei forum e la necessità di una reale trasparenza anche nella progettazione tale da elevarla al livello di reale partecipazione?

11) Recentemente è stato approvato un Psc dove ancora una volta vi sono troppi terreni destinati all'edificazione, non crede che l'epoca dell'espansione edilizia sia finita e che sia ora di parlare di rigenerazione?

12) Le sue idee (sostenibili, anche dal punto di vista economico) per il futuro dell'Osservanza.