Seconda uscita con le risposte alle nostre dodici domande dei candidati sindaco del Comune di Imola. Parliamo di welfare, sicurezza.

LE DOMANDE
3) Oramai è chiaro che il sistema di welfare non è più adeguato ad affrontare con efficacia i problemi attuali. Vecchi problemi come la questione anziani, nuovi come le patologie legate alla dipendenza dal gioco, il sostegno alle donne che lavorano, qual è la sua visione di welfare per il futuro?

ARMIENTO: “Sussidiarietà, servizi qualificati ed efficienti, flessibilità degli orari, possibilità di accesso saranno le condizioni da ricercare per garantire alla nostra comunità migliore qualità di vita e il riconoscimento del diritto dei cittadini ad una città dove vivere meglio e un paese nel quale solidarietà e partecipazione possono tradursi in scelte ed iniziative concrete. La qualità e l'efficienza dei servizi dovranno essere costantemente ricercate sia attraverso la qualificazione costante delle strutture e del personale dell'Amministrazione comunale, sia attraverso la definizione di apposite convenzioni con cooperative od imprese di servizi, in particolare no profit e quelle associazioni di volontariato che già svolgono un ruolo di massima importanza nel nostro comune. L'Amministrazione comunale si impegna inoltre, anche con un sostegno finanziario, a favorire e far crescere tutte quelle iniziative che Enti ed organizzazioni porranno in essere nell'ambito dei servizi sociali nel nostro comune e territorio.
Per quel che concerne il futuro della nostra Asp opereremo al fine di mantenere il rapporto fra territorio, cittadino e Asp il più vicino possibile alle esigenze della nostra città.
Dovrà inoltre essere rafforzata l'assistenza domiciliare, il telesoccorso e il servizio infermieristico domiciliare in accordo con la nostra Ausl.
Sarà inoltre nostro impegno risolvere le problematiche legate alla chiusura del Tribunale di Imola, con soluzioni che riportino l'erogazione dei servizi giudiziari nella nostra città.
La famiglia deve divenire il nucleo di riferimento primario nelle politiche di welfare, tutelando la stessa con interventi a livello trasversale. Il tema delle risposte domiciliari nel caso di assistenza degli anziani e dei non autosufficienti (gravi patologie, handicap ecc.), la cura dei figli devono trovare forme di maggior tutela anche attraverso politiche incentivanti. Vanno tutelate in particolare le famiglie numerose e a basso reddito e quelle che hanno in carico persone non autosufficienti e casi sociali. Per i collaboratori domestici (badanti) assunti per il sostegno delle famiglie con componenti non autosufficienti, si provvederà ad intervenire per il sostegno economico di quei nuclei familiari che si sono accollati l'onere dell'emersione dei rapporti di lavoro con un considerevole aggravio dei costi. Riteniamo inoltre di presentare progetti di intervento a favore della famiglia come: prestiti sull'onore, riduzioni tariffarie, sussidi continuativi ed una tantum, assegni per le famiglie numerose, interventi di aiuti in caso di affido e/o adozione ecc.”.

BENEDETTI: “Un Welfare per il futuro? Da sempre vado dicendo che occorre trovare un accordo con una banca sul territorio e creare un Welfare adeguato a sostenere i progetti per Artigiani, commercianti e piccola industria. Il periodo dell'assistenzialismo è terminato e dovremo premiare chi ha realmente dei progetti sostenibili per la città e il territorio. Inoltre altre volte ho potuto parlare sui giornali della ludotopia (malattia grave dovuta alla dipendenza delle sale da gioco, in crescita e questo non è positivo per la nostra città). Le più colpite da dipendenza da gioco sono le classi sociali più deboli, anziani e giovani, per lo più disadattati presi dalla frenesia di poter vincere e fare soldi facili. Cosa si ottiene? Solo dipendenza e una grave malattia che si chiama ludopatia”.

BONINSEGNA: “Ecco gli interventi che farei: assessorato alla Famiglia in quanto 'La famiglia è essenziale per ogni persona ed è la base della società'; reddito di maternità, 400 euro al mese alle mamme (lavoratrici e non) che scelgono di stare a casa col figlio nel primo anno di vita o di adozione; adozione e affido familiare quali realtà da promuovere perché ogni bambino/adolescente possa crescere con un padre e una madre ('Una famiglia per ogni bambino'); contributo economico per le adozioni internazionali per ridurre il costo elevato delle procedure di adozione internazionale; no a minori fuori famiglia, mettendo in campo azioni per la drastica riduzione del numero dei minori ospitati in comunità, con l'obiettivo di chiusura delle comunità stesse, investendo nella collocazione di tipo familiare; addizionale Irpef comunale a misura di famiglia. ('Più figli, meno tasse'); bonus bimbi per nascite e adozioni, con importo crescente dal secondo figlio in su; asili nido, contenimento delle tariffe e maggiore flessibilità oraria; adolescenti/giovani, no alle dipendenze e allo sballo. Sostegno ai circoli parrocchiali, oratori, associazioni sportive e realtà che operano per la partecipazione alla vita sociale dei ragazzi e per un sano divertimento, per prevenire e combattere la dipendenza da sostanze stupefacenti e alcool, dal gioco d'azzardo e l'isolamento nel mondo 'virtuale'; genitorialità, promozione dell'offerta formativa e di sostegno al ruolo genitoriale in quanto 'Genitori non si nasce!'; bonus famiglia per le giovani coppie che si sposano; fondo comunale di garanzia verso gli istituti creditizi per le giovane coppie sposate che intendono comprare o affittare la prima casa e non hanno le condizioni per accedere a mutui o fideiussioni per contratti di affitto; anziani, punto di ascolto a loro dedicato e aiuto per le pratiche burocratiche poiché 'Gli anziani sono le radici da rispettare e difendere'; 'Domenica in famiglia' promuovendo accordi strategici con gli esercizi commerciali, tesi alla chiusura domenicale; tutela della vita e supporto alle relazioni familiari. Fondi e spazi comunali per consultori e realtà associative che promuovono e favoriscono la tutela della vita, dal concepimento fino alla morte naturale, e che operano per sostenere le relazioni familiari e la genitorialità; Centro di aiuto alla vita, i Cav sono una indiscussa realtà nel nostro Paese che offre appoggio e aiuto economico alle donne per poter accogliere il bambino che portano in grembo. Attraverso la presenza di un operatore del Cav all'interno del Consultorio pubblico e del Consultorio giovani imolese che offra informazione sulle possibili alternative e aiuti concreti, si può contrastare la tendenza all'aborto facile; agevolazioni tariffarie e servizi di supporto per famiglie con anziani o con persone diversamente abili; conciliazione lavoro/famiglia, facilitazione di telelavoro e part-time e sconti fiscali e burocrazia zero per le aziende che investono in tal senso”.

CAPPELLO: “Occorre un rafforzamento dei servizi territoriali: aumentare l'assistenza domiciliare e infermieristica, oltre a nuove strutture e posti per accogliere e seguire la fase del post ricovero. Serve anche ripensare l'accoglimento di persone con disabilità e non autosufficienti”.

 

PALAZZOLO: “I bisogni degli imolesi sono cambiati da tempo, ma chi ha amministrato non li ha saputi leggere. La nostra visione del futuro è quella di una Città unita dove Istituzioni, associazionismo, terzo settore, azienda sanitaria e servizi sociali lavorino in sinergia per dare risposte certe, tempestive a tutti questi problemi. E poi dobbiamo ristabilire l'equità nell'erogazione degli aiuti sociali. E' un fatto di buon senso: se vivi sul territorio da più anni, se hai contribuito al progresso di questa città lavorando per anni, è giusto che tu abbia un punteggio maggiore per esempio nell'assegnazione della casa popolare”.

SAMACHINI: “È chiaro che l'invecchiamento della popolazione è il grande tema per i servizi sociali del futuro. Servizi che devono per questo essere sempre più vicini ai cittadini. Ormai le questioni da te elencante nella domanda non investono solo l'ambito sanitario o sociale, ma anche altri aspetti, per questo è necessario che ci siano sempre più team multi professionali e multidisciplinari a seguire le problematiche”.

 

SANGIORGI: “Rispetto a problemi di tale epocale e nazionale portata, i Comuni hanno purtroppo armi spuntate se non interviene una normativa seria ed incisiva. Quello che certamente possono impegnarsi a fare (e che faremo con decisione) è utilizzare al meglio, nel rispetto dei principi di imparzialità, trasparenza, partecipazione e legalità, tutte le risorse su cui disponiamo. Possiamo anche affermare con grande decisione che siamo interessati ai nostri cittadini e non solo all'economia ed alla finanza, al loro concreto benessere e non al sostenere vincoli di bilancio più o meno fasulli quando si sprecano montagne di soldi con dubbie motivazioni e per favorire alcuni e non tutti, allo sviluppo di reti di solidarietà e di aiuto, alla promozione di tutte le azioni positive e di informazione, educazione e formazione che rientrano nel nostro raggio di azione”.

4) C'è chi dice che a Imola non ci sia un problema legato alla sicurezza, c'è invece dall'altra parte pensa che sia un tema rilevante: qual è la sua posizione e quali interventi intende mettere in campo su questo terreno?

ARMIENTO: “Affermiamo il diritto dei cittadini alla vita e alla tranquillità in città, nelle strade, nelle proprie case. Sostegno e maggiori mezzi alle forze dell'ordine nella lotta contro la delinquenza. Si richiede inoltre un coordinamento delle forze dell'ordine tramite un protocollo operativo per la realizzazione di un'attività in primo luogo preventiva e, poi, repressiva. Sarà indispensabile dotarsi di mezzi idonei, l'uso delle nuove tecnologie, l'utilizzo delle telecamere come deterrente alla microcriminalità, l'uso di stazioni mobili di ascolto e di prevenzione. Vigilanza rigorosa all'immigrazione clandestina e al nomadismo. È prioritario inoltre promuovere il potenziamento degli organici delle Forze dell'Ordine. Offriremo inoltre spazi, formazione e risorse alla cittadinanza che volontariamente, anche in forma associata, desideri svolgere attività a salvaguardia della sicurezza della città.
Attraverso tali misure sarà possibile prevenire e far fronte ai gravi episodi delittuosi che hanno funestato anche nel recente passato il nostro Comune, eliminare la continua e costante diffusione della prostituzione sulle strade del nostro territorio, e limitare ed azzerare il rischio sicurezza a cui quotidianamente sono sottoposti i cittadini e le imprese di Imola vittime di ripetuti atti criminosi (furti, danneggiamenti, minacce ecc.)”.

BENEDETTI: “Come da nostro programma crediamo fortemente ad una polizia di quartiere. Una volta c'era e deve essere di nuovo attivata e siamo certi che potrà essere un buon deterrente per la criminalità comune. La polizia di quartiere potrebbe conoscere ogni movimento nel quartiere controllato, sia in città che in periferia dove a mio parere si annida la criminalità nascosta magari presso locali o altri luoghi come punto di incontro”.

BONINSEGNA: “Anche nella nostra città le persone non si sentono più sicure a causa di un continuo aumento della micro criminalità. Ciò deriva dall'aumento della povertà e dal complesso fenomeno dell'immigrazione, in particolare clandestina. Occorre lo sforzo collettivo delle Istituzioni, Forze dell'Ordine e cittadini per un miglior controllo del territorio, per la creazione di sinergie socio-culturali che consentano alla cittadinanza di poter vivere in serenità, sentendosi parte integrante di una comunità educata al rispetto del prossimo e dei beni comuni. Più consapevolezza: favorire incontri periodici dei cittadini con rappresentanti delle forze dell'ordine per uno scambio reciproco di informazioni e ricerca di soluzioni per la sicurezza.
Più forze di Polizia: creare una nuova figura addetta alla sicurezza. Si propone il 'Vigile di quartiere': tramite un riordino amministrativo si possono liberare più agenti possibili da impegnare in pattuglie che vigilino sul territorio, in coordinamento con le altre forze dell'ordine.
Videosorveglianza; potenziare la videosorveglianza e le tecnologie avanzate in tutta la città per consentire un più efficace presidio del territorio in modo da prevenire gli atti illeciti.
Lotta alla violenza sulle donne: stanziare fondi per realtà pubbliche e associazioni di volontariato che operano in questo ambito, per contrastare la violenza domestica e offrire sostegno alle vittime.
Contrasto al bullismo: il bullismo è una piaga che va debellata, coinvolgendo le associazioni che operano con i giovani, le scuole e le forze di polizia, aumentando la sicurezza nelle scuole e nelle aree verdi, e mostrando 'tolleranza zero' verso quegli atteggiamenti che in molti casi sono il primo campanello di allarme. Collaborazione tra le comunità: le comunità di stranieri presenti sul territorio devono essere coinvolte nel processo di contrasto alla criminalità. Ciò si deve concretizzare con un percorso fattivo di integrazione socio-culturale ed una educazione al rispetto della legalità”.

CAPPELLO: “Il tema non va sottovalutato: le regole devono rispettate da tutti e chi non le rispetta va sanzionato. Il legislatore l'anno scorso ha dato qualche potere in più con la legge 48. Sono strumenti da mettere in campo”.

PALAZZOLO: “Il problema sicurezza esiste già da anni. Ma tengo a precisare che solo il centrodestra se ne è davvero occupato. La fiaccolata per la sicurezza è del 2014, c'era solo il centrodestra a denunciare pubblicamente il problema. L'organico della Polizia di Stato deve essere adeguato alla normativa e scriveremo al Prefetto fin tanto che non arriveranno almeno 10 poliziotti in più. Vogliamo illuminare la Città, investire sulla videosorveglianza, supportare i gruppi di monitoraggio privati. Dobbiamo agire per mappare i luoghi sensibili e prevenire i reati. Sembra un libro dei sogni ma non è così: si tratta solo di mettere la sicurezza tra le priorità di governo, occuparsene tutti i giorni, da sindaco e da cittadino”.

SAMACHINI: “Il problema della sicurezza è molto amplificato dai media che aumentano la percezione dell'insicurezza che hanno le persone. È però vero che chi amministra una città deve fare anche i conti con la percezione che hanno i cittadini. Se c'è sotto-organico nelle forze dell'ordine è necessario ovviamente intervenire anche e soprattutto con un maggiore coordinamento tra i vari soggetti in campo. Però non basta e non può essere l'unica risposta. Noi crediamo che una città più viva sia una città più sicura. Un rilancio del centro storico è anche una risposta a questo tema. Il presidio del territorio lo fanno anche gli esercizi commerciali e non, che stanno aperti la sera o iniziative di vario genere che possono essere fatte in centro storico o nei quartieri. La dico in parole povere: più gente è in giro, più ci si sente sicuri”.

SANGIORGI: “Imola ha certamente meno problemi di territori in cui si registrano atti di violenza ogni giorno, ma questo non significa che non esista un forte problema sicurezza e un forte problema sulla presenza capillare e costante delle forze dell'ordine sul territorio, in primis con funzione di deterrenza. La Direzione nazionale antimafia ha peraltro più volte evidenziato come la nostra regione sia militarmente occupata dalle organizzazioni mafiose. Contrasto all'accattonaggio, all'immigrazione irregolare spesso collegata alla criminalità, potenziamento dell'organico della Polizia Municipale, rafforzamento della videosorveglianza, coordinamento con le altre forze di Polizia, massima attenzione alle segnalazioni e richieste dei cittadini”.

Nella prima uscita abbiamo pubblicato le risposte alle seguenti domande:
1) La presenza di Imola nella Città metropolitana di Bologna la ritiene un'opportunità o un problema? Quali sono secondo lei i vantaggi di questa Istituzione per l'area imolese?

2) Negli anni la sanità imolese ha perso di qualità e l'ospedale rischia di essere depotenziato. Entro il mese di giugno giungerà a termine il lavoro di analisi del gruppo tecnico coordinato dall'assessore alla Sanità della Città metropolitana, come vede il futuro della sanità imolese?

LEGGI LE RISPOSTE >>>>

Nelle prossime uscite le risposte alle seguenti domande
5) Dia un voto alla gestione dell'autodromo negli ultimi anni e ci illustri le sue idee per un eventuale rilancio. Cosa pensa della questione rumore?
6) Il tema della discarica è stato uno dei più caldi degli ultimi tempi. L'ex sindaco Daniele Manca era favorevole ad un raddoppio anche per una questione di business, qual è la sua opinione in merito e come vede in futuro la gestione dei rifiuti.
7) Come vede la situazione dei giovani sul territorio e in generale? C'è un problema di spazi di aggregazione in riduzione ma anche un problema di qualità per dare risposte concrete alle esigenze. Cosa pensa in proposito?
8) Quali i punti di forza e quali i punti deboli della cultura a Imola? Ci illustri i suoi progetti in proposito.
9) La differenza di genere è ormai un tema ricorrente nella politica, ma c'è ancora molta distanza tra gli intenti dichiarati e la realizzazione di pari opportunità, quali sono le sue idee in merito? Che visone ha della Commissione Pari Opportunità del Comune?
10) L'elettorato avverte sempre più la differenza tra intenti (promesse) e realizzazioni: non avverte la necessità di una maggiore partecipazione dopo la fine dell'esperienza dei quartieri e dei forum e la necessità di una reale trasparenza anche nella progettazione tale da elevarla al livello di reale partecipazione?
11) Recentemente è stato approvato un Psc dove ancora una volta vi sono troppi terreni destinati all'edificazione, non crede che l'epoca dell'espansione edilizia sia finita e che sia ora di parlare di rigenerazione?
12) Le sue idee (sostenibili, anche dal punto di vista economico) per il futuro dell'Osservanza.

GLI INTERVISTATI (in ordine alfabetico)
Francesco Armiento (nato a Castel Bolognese il 19/02/1967, lavora presso il ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo – Polo museale dell'Emilia Romagna. E' appoggiato dalla lista Azione Imolese).
Franco Benedetti (nato a Imola il 14/10/1957, arriva dal mondo dell'Industria con oltre trent'anni di dirigenza in aziende leader. E' appoggiato dalla Lista civica “Per l'Autodromo Imola”).
Giambattista Boninsegna (nato a Dozza il 01/03/1957, pensionato, ha lavorato nel mondo dell'industria ed è stato vicesindaco dell'amministrazione Manca a Dozza). E' appoggiato dalla lista “Il Popolo della Famiglia”.
Carmela Cappello (detta Carmen) (nata a Polla – SA il 16/06/1965, avvocato e consigliere di Acer. E' appoggiata dalle liste: Imola Futuro – Area Civica, Sinistra per Imola, Imola Più, Partito Democratico, Partecipazione & Innovazione).
Giuseppe Palazzolo (nato a Niscemi – CL il 14/03/1955, funzionario dell'Enea di Bologna. E' appoggiato dalle liste: Forza Italia Berlusconi per Palazzolo, Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, Lega Imola Salvini per Palazzolo, Focus Palazzolo Sindaco per Imola).
Filippo Samachini (nato a Castel San Pietro Terme il 18/04/1987, lavora come social media manager. E' appoggiato dalla lista Sinistra Unita Imola).
Manuela Sangiorgi (nata a Imola il 22/01/1972, responsabile del Patronato Ital Uil Imola. E' appoggiata dal Movimento 5 Stelle.