Imola. Sul palco ci sono quasi tutti gli aspiranti consiglieri comunali del Pd presentati dal segretario di viale Zappi Marco Raccagna, e dall'altra oltre 600 persone in piazza Gramsci. Mentre i futuri consiglieri sono tutti piuttosto giovani, a parte l'immancabile Mario Peppi, nel pubblico prevalgono i capelli grigi e i sindaci di quasi tutto il circondario. Intanto il premio per l'applausometro va all' arcigno ex capogruppo Marcello Tarozzi protagonista di tante feste dell'Unità che ci riprova dopo i dubbi, espressi pubblicamente, su come si è arrivati alla candidata a sindaco. Eccola Carmela Cappello, ma qui la chiamano tutti Carmen, che ricorda le radici di Imola citando i nove lavoratori che in uno scantinato fondarono la Sacmi e al tempo stesso dice che cercherà di creare una città “più bella, più aperta, più attrattiva anche se abbiamo già 34 mq di verde per cittadino e 50 palestre dove sono passati migliaia di atleti”. Insomma, radici e innovazione. Al termine del suo intervento, Carmen bacia il senatore Daniele Manca, il suo primo estimatore.

Tocca poi al presidente della Regione Stefano Bonaccini che chiama un lungo applauso “per come il presidente Paolo Gentiloni ha servito il Paese con sobrietà, senza urlare e salire sulle barricate”. Bonaccini poi, sul palco ci sono anche i consiglieri regionali del territorio Roberto Poli e Francesca Marchetti, elenca le tante cose positive fatte dalla sua Regione in vista del voto del prossimo anno e cita il Reddito di solidarietà votato anche dal Movimento 5 stelle in viale Aldo Moro, ma al quale la Lega ha detto no. Insomma, le contraddizioni di questi due, considerati, “strani” alleati a Roma.

Su questo tasto spinge pure il “presidente onorevole” Gentiloni che prima di tutto si toglie la giacca di ordinanza e loda “l'alleanza larga che è stata costruita a Imola fra la sinistra, il mondo cattolico, le associazioni, è così che possiamo tornare a vincere. Grazie a Carmen che sarà la nuova sindaca, forza Carmen!”.
Gentiloni non è un comiziante e torna subito sul tema del giorno, il nuovo governo Conte: “Gli faccio i migliori auguri, ma al tempo stesso sono molto preoccupato. Non perché il presidente del Consiglio sia un tecnico, ne abbiamo avuti di ottimi come Carlo Azeglio Ciampi, ma non siamo da quelle parti. C'era un'alleanza di centrodestra che diceva di aver vinto le elezioni e oggi alla Camera ho visto i rappresentanti di Lega e Forza Italia darsele di santa ragione, il tutto nel giro di poche settimane. Ma mi preoccupa di più che il lavoro straordinario che abbiamo fatto negli ultimi sette anni, nel 2011 l'Italia era sull'orlo del fallimento, possa essere dissipato. Noi al governo abbiamo recuperato circa un milione di posti di lavoro, lo chiedo a Giuliano Poletti che è vicino a me, certo la qualità di quel lavoro non ci piace perché in parte fa a pugni con la dignità delle persone come richiede la Costituzione, ma stavamo continuando nello sforzo di migliorare quella situazione con forte determinazione e ci saremmo riusciti. Ora non si parla più a breve di reddito di cittadinanza, si alternano promesse a minacce e tutto ciò è già costato al nostro Paese 110 punti di spread, ovvero centinaia di milioni di euro. Se vogliono l'Italia in rovina, da parte nostra troveranno un'opposizione straordinaria”.

(m.m.)