Imola. La chiusura della campagna di centrodestra e Focus non è con il botto: non sono venuti né Matteo Salvini, né Ammamaria Bernini annunciata per venerdì 8 giugno al Dulcis in piazza Matteotti, a pochi passi dal municipio dove ci sono una settantina di persone, quasi tutte del partito di Berlusconi.

Il candidato a sindaco Giuseppe Palazzolo si deve accontentare del vicecapogruppo di Forza Italia al Senato Adriano Galliani, un tempo super-dirigente del Milan tanto da venir salutato da alcuni ragazzi in maglia rossonera proprio in piazza Matteotti davanti a Palazzolo che gli ricorda di essere juventino. Dopo un paio di battute di Galliani “Non sono ancora abituato, quando sento la parola 'senatore' mi giro per vedere chi c'è, comunque sono un po' anche rossoblù perché avevo una fidanzata a Bologna”, si entra nel vivo.

E da politico di lungo corso che per 14 anni è stato consigliere comunale, Palazzolo sente come i giochi siano ancora aperti in vista di un probabile ballottaggio. Quindi passa all'attacco: “Siamo riusciti a tenere uniti tutto il centrodestra e non solo, invece all'interno del Movimento 5 stelle ci sono fattori divisivi, ho sentito la candidata a sindaco pentastellata Manuela Sangiorgi in una trasmissione tv definirci un'accozzaglia, non è vero e si è dimostrata una maleducata. Noi abbiamo un programma di buonsenso, con esperienza e professioni. Imola negli ultimi 10 anni è stata governata malissimo da un gruppo di potere che non ha mai guardato ai bisogni della città. Noi siamo il cambiamento, uniremo le generazioni”.

Tocca all'on. bolognese Galeazzo Bignami che ormai è di casa sotto l'orologio: “Vogliamo liberare Imola dal socialismo reale degli ultimi 70 anni, qui ci sono ancora i soliti comunisti che non hanno fatto niente per 20 anni. Si vive ancora piuttosto bene non grazie al Pd, ma nonostante il Pd. Voglio ringraziare Nicolas Vacchi per come ha composto la lista del nostro partito con tanti giovani, ricordo che nel mandato appena concluso come Pdl avevamo un consigliere passato da Forza Italia alla Lega e possiamo anche passarci sopra, ma un altro che non voglio nemmeno nominare si è candidato in una lista alleata al Pd”.

Poi la palla passa a Galliani: “Sono venuto a Imola essenzialmente per tre motivi: per il bellissimo programma che ho letto con valori moderati e cristiani, perché sono un vecchio anticomunista e pensare di liberare una città dopo 70 anni è molto importante e infine perché alle elezioni politiche del 4 marzo a Imola centrosinistra, centrodestra e Movimento 5 stelle sono finiti vicinissimi, in un fazzoletto. Dunque, è ben fare un ultimo sforzo. Se andremo al ballottaggio ripasserò perché in tal caso vinceremo”.

(m.m.)