Imola. Finalmente si vota. Dopo una campagna elettorale breve nel tempo, ma lunga e a volte noiosa per i cittadini, domenica 10 giugno gli imolesi sceglieranno il Sindaco che guiderà la città per i prossimi cinque anni. Anche a Imola, il voto politico lo ha dimostrato e lo confermerà anche questa tornata amministrativa che coinvolge oltre 700 Comuni in tutta Italia, spira aria di cambiamento e se il voto punirà il centrosinistra si tratterà di un dato storico, perché per la prima volta dal dopoguerra nella poltrona di via Mazzini 4 siederà un Primo cittadino non espressione della sinistra o centrosinistra che dir si voglia.

Intanto si parte con quasi tutti che danno per scontato il ballottaggio, una prima volta in riva al Santerno. Frutto anche di un momento politico che sta scompaginando le carte in tavola, sono saltati i vecchi schieramenti, e anche la composizione delle liste elettorali stanno a dimostrare che le vecchie categorie hanno lasciato spazio a qualcosa di altro, che deve ancora definirsi, e che oggi si presenta in maniera spesso confusa.

La campagna elettorale appena conclusa non ci ha consegnato momenti memorabili, anche nelle risposte alle domande che abbiamo posto ai candidati come leggilanotizia abbiamo visto tante parole gettate al vento, dei copia incolla di programma e, salvo alcune eccezioni, lo svolgimento di compitini nemmeno sempre sufficienti.

Insomma è terminata l'epoca di un uomo solo al comando e l'impressione è che la forza di chi sarà eletto, chiunque esso/a sia, starà nel gruppo, nella squadra che sarà capace di radunare attorno a sé.
Ed è anche la speranza di chi scrive, perché la futura Amministrazione di troverà di fronte problemi importanti e non di semplice soluzione.

Molti di questi problemi sono poi quelli che hanno portato al tracollo il Partito democratico nel voto politico del 4 marzo. E' vero che c'è stato un trend nazionale al ribasso, ma nessuno può negare gli errori della Giunta Manca nella gestione di questioni come la discarica, la sanità, l'autodromo, ecc. gestite con la supponenza di chi si fa forte dei numeri, senza rendersi conto del distacco crescente tra quel partito e i cittadini, compresa buona fetta del suo elettorato tradizionale.

E se il candidato di centrosinistra voleva avere speranze di passare al primo turno o di recuperare in parte i voti persi alle politiche doveva dare forti segnali di discontinuità, quantomeno sul metodo dei suoi predecessori. Nulla di tutto questo, continuità con il passato, la difficoltà di presentarsi di fronte a platee non sempre amiche, preferendo semmai a questi incontri momenti più tranquilli in mezzo a una platea di simpatizzanti. Il cammino è molto difficile e il ballottaggio appare dietro l'angolo.

Quel ballottaggio che invece è il sogno del movimento 5 stelle e del centrodestra che, sulle ferite lasciate aperte dall'ex sindaco Daniele Manca e sulle difficoltà della candidata sindaco ad esprimere posizioni di rottura con il passato, hanno impostato la loro campagna elettorale.
Il centrodestra, con il suo candidato forte di esperienza politica che viene dal passato, ha strizzato l'occhio, anche con il programma, a tutto ciò che ha sapore di civismo, imbarcando nelle propria lista e in quelle di appoggio personaggi che possono riscuotere nei vari campi un certo consenso. Come poi tutto questo sarà portato a sintesi sarà una scommessa non facile da vincere.

Lo stesso atteggiamento si è potuto cogliere nel M5s, anche se ad onor del vero i grillini non hanno stravolto il loro programma per andare incontro ad istanze civiche, in quanto molte di quelle posizioni coincidevano con quelle espresse già in questi cinque anni di consiglio comunale. Allora la critica che si può avanzare è la solita, l'incapacità di aprirsi alla società civile (anche se un piccolo tentativo in extremis è stato fatto) e la paura di sporcarsi le mani con alleanze partitiche (cosa che però se si vuole governare lo si deve fare, l'esperienza nazionale insegna) che rischia di relegarlo come terza forza cittadina e quindi di assistere come spettatore al ballottaggio tra centrosinistra e centrodestra.

Che dire degli altri candidati, se è apprezzabile il tentativo di Samachini di mettere assieme diverse anime della sinistra, da sempre abituate a confliggere tra loro e a spaccarsi, il resto senza nessuna offesa è solo contorno, seppure utile e stimolante, di una partita che si gioca sui tavoli e sulla capacità di convincimento delle tre forze principali.

(Valerio Zanotti)

P.S. A proposito sarebbe ora che tutti la finissero con la storia della Formula Uno a Imola, pensare solo che, con questi chiari di luna, una Regione o uno Stato possa intervenire a supporto economico di un autodromo è follia, e una riflessione andrebbe fatta anche su Monza. E una storia finita. Ora, anzi, da lunedì, i problemi da risolvere sono ben altri.

Di seguito riportiamo le risposte alle 12 domande poste ai candidati sindaco dalla nostra redazione.

Prima uscita: Città metropolitana e sanità, LEGGI LE RISPOSTE >>>>

Seconda uscita: welfare e sicurezza, LEGGI LE RISPOSTE >>>>

Terza uscita: partecipazione, urbanistica, Osservanza, LEGGI LE RISPOSTE >>>>

Quarta uscita: giovani, cultura, differenze di genere, LEGGI LE RISPOSTE >>>>

Quinta uscita: autodromo e discarica, LEGGI LE RISPOSTE >>>>