Imola. ““Diamoci un taglio” è il progetto contro la violenza sulle donne promossa dal “Tavolo tecnico di contrasto alla violenza di genere” che coinvolge i professionisti della bellezza, nello specifico i parrucchieri, del Circondario. L'iniziativa verrà presentata martedì 26 giugno al Circolo Sersanti (ore 20) con un invito a tutti i parrucchieri/e del nostro territorio.

“Diamoci un taglio” è il titolo della campagna di sensibilizzazione contro la violenza maschile sulle donne L'obiettivo è allargare sempre di più la rete di solidarietà per intercettare il disagio e poter fornire utili informazioni sulle associazioni e sui servizi presenti nel nostro territorio che si occupano di questo grave problema.

La violenza sulle donne non è una emergenza, ma una realtà più diffusa di quanto si pensi nella normalità del quotidiano.
Ogni anno sono più di 100 le donne uccise in Italia ed in Europa, ed è la prima causa di morte e di invalidità permanente per le donne dai 16 ai 44 anni. Un fenomeno che prescinde dal colore della pelle, dalla religione, dalla appartenenza sociale, dal livello di istruzione e dalle fasce di età. La maggior parte degli episodi si consuma fra le mura domestiche.
E' proprio partendo da questa considerazione che è nata l'idea di coinvolgere i professionisti della bellezza: in uno spazio, fuori da luoghi istituzionali, dove ci si dedica del tempo e ci si prende cura di sé stessi, donne e uomini hanno la possibilità di potersi confidare per avere utili riferimenti ed essere ulteriormente sensibilizzati sul tema.

A tutti i parrucchieri/e che aderiranno all'iniziativa saranno fornite locandine e apposite vetrofanie. Sarà attivata una pagina facebook dedicata all'iniziativa (diamociuntaglioimola) e organizzati dei corsi di formazione specifici e mirati, proprio per aiutare gli stessi parrucchieri a fornire le corrette indicazioni al riguardo.
Il progetto prevede, in questa prima fase, il coinvolgimento dei parrucchieri e, in un secondo momento, anche degli istituti di bellezza. C'è ancora molto da fare in termini culturali, ma allargare la rete di solidarietà e rendere tutti più consapevoli è un passo importante verso questa rivoluzione culturale.