Imola. Come atteso dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi e dal dibattito scatenato sui social da importanti esponendi del Pd, dalla due giorni di discussione all'interno dei gruppi dirigenti esce la conferma dell'accantonamento del segretario di Federazione Marco Raccagna.
Al suo posto è stato nominato reggente Roberto Visani, fino a poche settimane fa vicesindaco del Comune di Imola.

Nella serata di venerdì 29 giugno vi è stata un'accesa discussione nella direzione del partito alimentata sopprattutto dai big del partito, mentre sembra che i più giovani abbiano tenuto un profilo basso.
Cosa strana in un partito che parla di profondo rinnovamento, segno comunque che la vecchia guardia, seppur divisa, ha ancora carte da spendere, oppure, più semplicemente, che il nuovo che avanza non ha ancora la statura politica per imporre un reale cambiamento di linea al partito di viale Zappi.

A rimetterci in questa fase il segretario Marco Raccagna, che lascia la sua poltrona per fare posto a un reggente che l'assemblea, convocata sabato 30 giugno nella mattinata, ha individuato in Roberto Visani.
L'abbiamo scritto nei giorni scorsi, in questa fase la scelta doveva necessariamente cadere su un personaggio di primo piano, ma non interessato a battagliare per lo scranno di segretario, il suo compito sarà ora di individuare una squadra e un programma di lavoro che dovrà accomagnare il Pd fino al congresso, previsto tra settembre e ottobre.
Sarà in quella sede che si capirà con più chiarezza fin dove la voglia di cambiamento e rinnovamento potrà spingersi.

Resta l'immagine di un partito smarrito, prigioniero dei suoi errori e, forse, delle persone che li hanno spinti fino all'estremo, un partito che fatica a ritrovare una sua identità, sfilacciato come non mai se è vero che un'assembea importante come quella di sabato 30 ha visto una partecipazione davvero scarsa.
E in calendario non vi è solo la ricostruzione del partito a Imola, ma anche il percorso che dovrà portare al voto amministrativo del 2019, dove sul piatto vi sono le amministrazioni degli altri comuni del circondario e, cosa fondamentale per il Pd, la poltrona di Presidente della Regione Emilia Romagna.