Imola. “Rivolta Gaya – Siamo tutte arcobaleno!” è il titolo della prima volta assoluta di qualcosa che assomiglia molto a un “Pride” nella nostra città. La manifestazione è convocata per il 21 luglio con partenza dalla stazione ferroviaria dalle 17.30 alle 20. Un'occasione, come si legge su un volantino sullo sfondo di una bandiera arcobaleno della pace in Facebook, “per parlare di un argomento poco toccato come le scelte di autodeterminazione sul proprio corpo”.

Nel volantino, si accenna anche alla volontà di andare contro “la teoria dei Gender e degli inquietanti manifesti pro-vita apparsi anche di recente in città”. Dunque, una manifestazione a favore del diritto di abortire a Imola dove per le donne è difficile reperire le pillole anticoncezionali e del giorno dopo”. Fin qui, tutto bene.

Poi, sempre nel volantino, parte anche una forte polemica politica contro “Lega, Forza Nuova, Popolo della Famiglia che non devono avere spazio perché con i loro discorsi razzisti e maschilisti legittimano violenza psicologica, pestaggi che spesso portano all'omicidio e al femminicidio. Questi soggetti e tutta la cultura retrogada che li circonda sono in grado di fare pure dei distinguo riguardo a gli stupri: se lo stupratore è italiano la donna se l'è cercata, se invece è un immigrato ecco individuato il mostro”.

La Lega, con il segretario Marco Casalini, ovviamente non l'ha presa bene e replica: “Condanniamo fermamente le parole di odio che accompagnano la propaganda di una manifestazione che sarebbe in programma il prossimo 21 luglio per le strade di Imola. Secondo una sigla nata ad hoc sui social la Lega, insieme con altri partiti e movimenti politici, non dovrebbe aver nessuno spazio perché legittimerebbero la violenza portando addirittura a uccidere. Prendiamo le distanze da simili accuse che consideriamo al limite della dialettica politica e civile. Valuteremo infatti se procedere per vie legali visto che nessuno può accusare la Lega di aver mai istigato a nessun tipo di violenza. Chiediamo al Prefetto, al sindaco e a tutte le forze politiche di attivarsi sin da subito per bloccare la manifestazione 'Rivolta Gaya – siamo tutte arcobaleno!' che nei suoi proclami incita all'odio nei confronti di chi legittimamente e pacificamente esprime un'opinione diversa dagli organizzatori di tale evento”.