Imola. Si è svolta nel parco pubblico “Vittime dell'11 Settembre” la commemorazione delle vittime dell'attentato alle Torri Gemelle dell'11 settembre del 2001. Dopo gli interventi di Patrik Cavina, vicesindaco del Comune di Imola, di don Andrea Querzé, Vicario della Diocesi di Imola, di Tasiri Abdelghani, in rappresentanza della Casa della Cultura Islamica di Imola, è stata deposta una corona alla lapide che ricorda le vittime.

Alla cerimonia hanno preso parte, fra gli altri, anche i vertici delle forze dell'ordine, consiglieri comunali e rappresentati delle associazioni d'arma e partigiane. Nel portare il saluto a nome dell'Amministrazione, Cavina ha detto: “Ringraziando per la vostra presenza desidero formulare, in apertura di commemorazione, il più cordiale saluto ai rappresentanti di tutte le forze dell'ordine e delle associazioni d'arma ed alle comunità cattolica e islamica della nostra città. Sono trascorsi già 17 anni da quell'11 settembre 2001, data indelebile di una tragedia che ha segnato per sempre la storia mondiale. L'emozione ed il cordoglio, ripensando a quelle drammatiche immagini provenienti dagli Stati Uniti, si rinnovano ed il pensiero è rivolto a tutte le famiglie colpite da un attentato che ha spezzato in un giorno di ordinaria quotidianità vite umane, sogni ed affetti”.

“L'impegno internazionale si è rafforzato e consolidato per contrastare la piaga del terrorismo in ogni sua forma. Una straordinaria comunione d'intenti alimentata dalla fisiologica contrapposizione nei confronti di chi trama e sostiene una distorta visione di odio, di divisione e di intolleranza – ha aggiunto il vicesindaco -. Ogni cultura ha forgiato la propria identità nel corso dei secoli di storia e soltanto attraverso gli importanti esercizi del reciproco rispetto, della conoscenza e della condivisione sarà possibile sostenere uno scenario di pace da consegnare come preziosa dote ai nostri figli ed alle generazioni future. Imola guarda al futuro salvaguardando la cultura della democrazia e della libertà quale elemento essenziale di ogni moderna comunità”.

Da parte sua don Andrea Querzé, Vicario della Diocesi di Imola, ha sottolineato l'importanza di quella che ha definito una regola d'oro: “non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te, che va declinata anche in positivo nel senso di fare agli altri quello che vuoi sia fatto a te”. “La storia deve insegnarci ad operare per la pace, ad amarci e rispettarci reciprocamente” ha concluso don Querzé.

E' poi seguito l'intervento di Tasiri Abdelghani, in rappresentanza della Casa della Cultura Islamica di Imola Tasiri Abdelghani: “Come comunità islamica a Imola, come musulmani in Italia, abbiamo sempre agito sulla strada del confronto, del dialogo interculturale, interreligioso perché è così che si favorisce la convivenza pacifica e civile tra stati e individui. La moschea, il nostro centro culturale e sempre aperto, i nostri sermoni regolarmente e rigorosamente tradotti in italiano ci permettono di restare in contatto con la comunità imolese le autorità locali, la chiesa …… tanti amici ci vengono a trovare e continueremo a fare così”.