Imola. Sabato 22 settembre, alle ore 9 alla sala Bcc, si terrà un convegno sulla malattia degenerativa del secolo, l'Alzheimer, organizzato dall'associazione Alzheimer Imola. L'incontro – aperto anche a tutti i cittadini interessati, previa iscrizione – con un particolare focus sul territorio, curato dal dott. Massimo Menetti della Ausl di Imola, toccherà gli aspetti principali del disturbo cognitivo. Delle “demenze reversibili” parlerà la dr.ssa Anna Lucicesare mentre il “delirium” sarà affrontato dalla dr.ssa Rachele Casadio, ambedue della Ausl di Imola. Nella seconda metà della mattinata la dr.ssa Letizia Espanoli (ideatrice del sente-mente modello) interverrà riguardo alla “bellezza delle persone che convivono con la demenza per accoglierle – sostenerle ed averne cura”. L'incontro terminerà con l'intervento della dr.ssa Giusy Perna, neuropsicologa dell'associazione Alzheimer di Imola.

In anteprima abbiamo posto alcune domande al dott. Corrado Matacena, responsabile del Centro disturbi cognitivi della Ausl di Imola, per cercare di fare il punto sull'incidenza della malattia sul nostro territorio.

Dottore, la malattia degenerativa che dimensioni ha ad Imola e come si è sviluppata (aumento/decremento) negli ultimi anni?
“Per la prima volta i dati della letteratura indicano una 'timida' tendenza d'inversione con una riduzione dell'incidenza di malattia a livello internazionale. Forse la lunga spinta alla prevenzione/trattamento delle malattie cardiovascolari e metaboliche oltre alla correzione dello stile di vita stanno producendo effetti positivi. Per Imola il dato è sostanzialmente stabile confermando i dati di prevalenza ed incidenza indicati nello studio Ilsa (Italian longitudinal study on aging, ndr)”.

Fra le cause principali possono essere ricomprese quelle ambientali? Imola ha una fragilità confermata da anni riguardo alle malattie respiratorie, esiste un nesso?
“Sostanze presenti nell'ambiente, quali ferro, amianto, rame, alluminio, solventi, campi magnetici, aspartame e altri ancora sono stati individuati come fattori di rischio per la malattia di Alzheimer, ma non è mai stato provato un legame diretto. L'Alzheimer resta una malattia complessa e di probabile genesi multifattoriale, i cui fattori ambientali e/o biologici sono ancora in gran parte da determinare”.

Esistono comportamenti che possono in qualche maniera evitare il conclamarsi della malattia? Lo stile di vita incide, e si sì quanto?
“Anche i dati recenti della letteratura scientifica confermano come fondamentale il rispetto di uno stile di vita che contrasti il rischio dello sviluppo della malattia. Sono i cosiddetti fattori di rischio modificabili quali il fumo, l'assunzione di alcool, la carenza vitaminica, la scarsa attività fisica o altre attività di svago (bisogna mantenere allenati fisico e cervello, mantenere delle buone relazioni sociali), la dieta. In assenza di cure risolutive e non potendo ancora agire sui fattori di rischio non modificabili, appare quindi di fondamentale importanza promuovere la riduzione del rischio intervenendo su questi fattori”.

(Caterina Grazioli)