Bologna. Per il secondo anno il Comune di Bologna mette a disposizione 1 milione di euro per la realizzazione dei progetti ideati dai cittadini all'interno dei laboratori di quartiere: dal pomeriggio di ieri (28.9) sono visibili su http://partecipa.comune.bologna.it/bilancio-partecipativo. Dal 30 ottobre al 19 novembre sarà aperta la fase di voto, in cui i cittadini decideranno le sei proposte che arriveranno alla realizzazione finale.

Dopo la positiva esperienza della prima edizione, quest'anno il Bilancio Partecipativo ha coinvolto circa 1800 persone negli incontri e nei laboratori in cui sono emerse le proposte, che insistono su alcune aree specifiche individuate dai consigli di quartiere. Nel corso della conferenza stampa di ieri, che ha preceduto la pubblicazione online dei 33 progetti, sono intervenuti il coordinatore dell'Ufficio dell'Immaginazione Civica Michele d'Alena, il Pres. del quartiere San Donato-San Vitale Simone Borsari, l'assessora ai Quartieri Susanna Zaccaria, l'assessore all'Immaginazione Civica Matteo Lepore.

“Il Bilancio Partecipativo racconta una città che chiede cura degli spazi pubblici, spazi da destinare alla socialità e a nuove opportunità” ha affermato d'Alena. È fondamentale riuscire a includere i soggetti che più rischiano di rimanere fuori dalla comunità, come ha ricordato Zaccaria: “Abbiamo l'obiettivo di aumentare la partecipazione dei giovani e dei cittadini di origine straniera, per questo abbiamo investito molte risorse in un'efficace campagna di comunicazione e nella presenza fisica nei quartieri”. Per Lepore “Il Bilancio Partecipativo non è solo un modello di democrazia diretta, ma di democrazia sostanziale, non basta chiedere un voto online per avere una vera partecipazione. L'incontro e il dialogo tra cittadini costituiscono un momento di grande importanza, indispensabile per arrivare al voto bene informati”. “Partecipare per migliorare il luogo in cui quotidianamente si vive rafforza l'appartenenza” aggiunge infine Borsari “questo è tanto più vero nel caso delle periferie, dove le persone si sentono più marginali e devono invece tornare a sentire vicine le istituzioni.”

(Alberto Pedrielli)