Si è svolto il 16 ottobre in mattinata al Circondario, con la partecipazione del presidente e dei sindaci (unico assente quello di Imola), il programmato incontro richiesto da Cgil-Cisl-Uil Confederali per chiarimenti circa il futuro dell'Istituzione Circondario dopo la delibera assunta nel consiglio comunale di Imola di variazione dell'art. 2 che consente di potere fuoriuscire da questa Istituzione su iniziativa di uno dei Comuni aderenti. C'è da precisare che non si tratta di una delibera, ma di una mozione quindi una dichiarazione generica di intenti, presentata dalla Lega e votata da Movimento 5 stelle e Patto per Imola.

Secondo i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Mirella Collina, Danilo Francesconi e Giuseppe Rago “nonostante l'assenza all'incontro del Comune promotore della delibera (il che rafforza la nostra convinzione di un mero atto politico privo di efficacia e di interesse da parte della stessa Amministrazione Imolese), abbiamo potuto verificare che la volontà degli altri sindaci del territorio è la ferma convinzione a voler continuare l'esperienza del Circondario rafforzandone la compattezza nell'interesse dei 10 comuni aderenti compreso quello di Imola continuando a mantenere le scelte territoriali in tale ambito e poi poterle proporre in ambito metropolitano”.

Il tutto avviene, sempre secondo i tre segretari confederali imolesi, quando “la revoca del mandato al dirigente Walter Laghi sta ostacolando rinnovi contrattuali, assunzioni di personale, blocchi di progressioni dei dipendenti, blocco totale di ogni trattativa contrattuale. A 4 mesi dalle elezioni amministrative, la giunta ed il sindaco imolesi non si sono ancora confrontati con le organizzazioni sindacali in merito a bilancio, sociale, welfare in generale, visione futura di Imola e del Circondario, sottintendendo ad un logica che sembra quasi avere una regia al di fuori dell'ambito territoriale”.

Dall'Amministrazione di Imola, interpellata, per ora non è arrivata nessuna risposta.