Imola. C'era molta attesa per il vicepremier Luigi Di Maio la mattina del 17 ottobre nello splendido Auditorium della Cefla in via Bicocca, ma purtroppo il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro non è riuscito a intervenire all'Assemblea nazionale delle coop di produzione e lavoro trattenuto all'ultimo momento dal dibattito sulla legge di Bilancio in gestazione a palazzo Chigi.

In apertura, il presidente di Cefla Gianmaria Balducci ha portato il suo saluto all'assemblea sottolineando i risultati positivi della cooperativa che “ha un trend positivo in tutte le sue divisioni, seppur non in modo omogeneo, e che nel 2017 ha raggiunto il miglior record di sempre con una forte presenza dell'export tanto che dopo le sedi di Imola, le altri più importanti sono a Charlotte negli Usa, vicino a Shanghai in Cina e nei pressi di Mosca. Abbiamo circa duemila dipendenti nel mondo, di cui 1200 nel territorio imolese. Vorrei anche far notare che paghiamo tutte le imposte, sia a livello nazionale sia a livello locale, che rappresentano negli ultimi 6 anni diversi milioni di euro”.

E' toccato poi alla sindaca Manuela Sangiorgi portare il suo saluto ricordando come “le realtà cooperative siano presenti a Imola dalla fine dell'800 portando sempre qualità umana e lavoro partendo da quelle industriali senza dimenticare quelle che si occupano dell'inserimento delle persone svantaggiate, molto importanti. Il nostro compito istituzionale è di stare al fianco delle coop che investono nei giovani del territorio. Cercheremo anche di soddisfare la richiesta di Cefla di avere una pista ciclabile per i propri dipendenti in modo da raggiungere il posto di lavoro senza produrre inquinamento”.

Prima dell'inizio della discussione vera e propria, il presidente dell'Alleanza cooperative italiane di Imola Domenico Olivieri ha premuto il tasto della storia: “Imola è la città di Andrea Costa che giocò un ruolo fondamentale per formare le prime coop le quali avevano come base persone che volevano lavorare per uscire dalla miseria. Così la nostra città con Sacmi, Cefla e Coop Ceramica ha un settore industriale che non ha riscontri in altri luoghi del mondo, a parte forse Mondragon in Spagna. Il tutto mantenendo le assemblee dei soci e la democrazia interna che sono i nostri pilastri. L'innata tradizione delle coop industriali imolesi a esportare all'estero è oggetto di studi da parte di giovani che vivono in tante parti del mondo”.