Imola. “La buona notizia è che riusciremo a chiudere il bilancio 2018 utilizzando l'avanzo, anche in assenza della distribuzione del fondo di riserva che la precedente Amministrazione Manca aveva previsto 'allegramente' in tre milioni ridotti poi dalla commissaria Cogode a 2 milioni. Chiederemo comunque l'ennesima assemblea del Con.Ami il 12 novembre per vedere se è possibile e per quale cifra distribuire il fondo di riserva. Detto ciò, consideriamo l'ultimo cambio di statuto del Con.Ami una forzatura e forse faremo una segnalazione alla Corte dei Conti”. L'assessore pentastellato al Bilancio Claudio Frati, durante la commissione Bilancio del 29 ottobre, ribadisce l'impegno dell'Amministrazione di Imola a non mollare sul Con.Ami nonostante ora lo statuto, cambiato verso la fine di dicembre dell'anno scorso, abbia inserito la clausola che per distribuire i dividendi e il fondo di riserva deve esserci la maggioranza dei 23 sindaci soci che Frati definisce ironicamente “sentimentalmente vicini a un altro partito (ovvero il Pd, ndr)”.

Sono dunque i sindaci del Pd a voler mettere i bastoni fra le ruote alla giunta a 5 Stelle imolese? Il consigliere comunale e segretario reggente del Pd Roberto Visani lo nega decisamente: “Altro che sintonia sentimentale, qui si vuole occultare il fatto che il Con.Ami è proprietario di un sito come la discarica dei rifiuti Tre Monti, fermata dal Tar da circa un anno, che produceva utili importanti per il Consorzio che ora mancano. Come si pensa di colmarli se tale chiusura sarà confermata dal Consiglio di Stato entro la fine di quest'anno? Ancora per qualche tempo si potranno evitare i problemi più grossi con l'uso dell'avanzo di bilancio, ma non potremo certamente farlo per i bilanci futuri. Il Con.Ami non può più essere considerato una pecora dalla quale fare la lana, prendere il latte e fare il formaggio”.

Frati risponde sarcastico: “Se consideriamo il Con.Ami una pecora, quando a Imola comandava il Pd la si poteva anche squarciare, ora sembra non ci sia nemmeno un bicchiere di latte da bere. Vedremo cosa accadrà il 12 novembre, se cambierà o meno l'atteggiamento della maggioranza dei sindaci. In caso contrario, nei prossimi anni vedremo se sarà possibile incidere sulle entrate e soprattutto sul taglio delle spese per permettere il pareggio di bilancio”.

(m.m.)