Imola. 1968 – 2018, 50 anni sono passati da quello che è stato uno dei periodi più intensi della storia italiana. Il Sessantotto vide svilupparsi grandi movimenti di massa socialmente eterogenei (operai, studenti e gruppi etnici minoritari), spesso per aggregazione spontanea, che interessarono quasi tutti i Paesi del mondo con la loro forte carica di contestazione contro i pregiudizi socio-politici.

Il Sessantotto è stato un movimento sociale e politico che ha profondamente diviso l'opinione pubblica e i critici, tra chi sostiene sia stato uno straordinario momento di crescita civile (che ha portato ad un mondo “utopicamente” migliore) e chi sostiene invece sia stato il trionfo di una stupidità generalizzata, che rovinò la società italiana, e di un conformismo di massa in cui i figli stessi della borghesia avrebbero voluto abbattere il sistema borghese. Fatto sta che questo periodo ora fa parte della nostra storia più recente.

“IMOLA 1968. Il preludio della rivoluzione” è il titolo del volume scritto da Antonio Castronuovo per la collana “Quaderni di Tracce” che ricostruisce la storia del Sessantotto a Imola. Giovedì 8 novembre, ore 18, il libro, realizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e dal Centro studi Storia del Lavoro, verrà presentato a Imola nella sala grande Sersanti (piazza Matteotti). Alla presentazione, accanto all'autore, partecipano Alberto De Bernardi, professore all'Alma Mater Studiorum di Bologna, Angelo Varni, presidente del Centro studi Storia del lavoro.

“Una storia di passioni che oggi sarebbero impossibili anche solo da pensare, la storia di un movimento che – comunque la si pensi – ha cancellato il mondo precedente: quegli anni Sessanta occhiuti e codini di cui personalmente non rimpiango nulla. Lo consiglio a tutti gli imolesi, giovani e vecchi: è lo spaccato di un'epoca – di conquiste e di errori – che non vedremo più”, queste le parole con cui Castronuovo annuncia l'uscita del libro.