Imola. Continuano le prese di posizione dei partiti sul “caso Manca” che, oltre all'indennità di sindaco, ha perpepito dal 2011 al 2017 un'altra indennità come presidente dell'assemblea dei sindaci del Con.Ami per un totale di circa 100mila euro quando era intervenuta una legge che lo impediva.

Dopo la sindaca pentastellata Manuela Sangiorgi, stavolta a parlare è il capogruppo della Lega in consiglio comunale Simone Carapia (nella foto): “Il caso Manca e indennità Con.Ami è di una gravità assoluta. Come opposizione stiamo chiedendo al consiglio comunale di Imola di risparmiare 32mila euro di indennità e gettoni di presenza da devolvere al sociale e alla collettività, e poi oggi scopriamo che l'ex sindaco ha percepito in questi anni oltre 100mila euro di indennità pur non avendone diritto. E' deprimente constatare come chi si professa politicamente vicino alla gente e ai più deboli poi dall'altra parte percepisca simili somme. Come è possibile che nessuno sapesse che la legge 122/2010 (conversione in Legge del D.L. 78/10) prevede che non è possibile per un sindaco percepire una doppia retribuzione anche come Presidente dell'asse Questi amministratori e sindaci del Pd che ora fanno i fenomeni, per ostacolare Imola nell'amministrazione del Con.Ami sapevano oppure non sapevano?”

Per Forza Italia Nicolas Vacchi sostiene che “Il dubbio sulla illegittimità del doppio emolumento da presidente dell'Assemblea dei soci del Con.Ami c'è e deve essere chiarito. Di questo diamo atto.
Ma il metodo e il merito sono ancora una volta da dilettanti allo sbaraglio. La sindaca di Imola Manuela Sangiorgi tira fuori la storia con un tempismo perfetto, forse per evitare la discussione sui tagli dei loro stipendi e perché il M5stelle ha capito che, per mantenere il consenso può giocarsi solo l'attacco al Pd o l'attacco diretto e personale a Manca. La sindaca però annuncia generiche azioni legali quando qui, in questo caso, l'unica cosa da accertare è se vi sia stato o meno un danno erariale. Ergo, una segnalazione, o la richiesta di parere alla Corte dei Conti che non comporta spese in termini legali. A quel punto, con una pronuncia chiara, si potranno valutare eventuali e conseguenti atti. E vogliamo anche venire incontro al sindaco: l'esposto alla Corte dei Conti lo presentiamo noi”