Bologna. La politica è ben strana. E' stato approvato un Psc (Piano strutturale comunale) predisposto dalla vecchia giunta del Comune di Imola a guida Daniele Manca, con un enorme consumo di nuovo suolo senza che le previsioni abitative lo giustificassero, senza che nessuna istituzione superiore avesse da ridire (fatto salvo per le nuove edificazioni sulla via Emilia in zona protetta, una scelta, tra l'altro, davvero difficile da giustificare) e ora la Città metropolitana rimanda al mittente (Comune di Imola, che però nel frattempo ha cambiato guida) il Poc (Piano operativo comunale) predisposto dalla Giunta precedente a targa Pd, l'atto con il quale si dà gambe alle previsioni del Psc, in quanto troppo espansivo in termini residenziali che produttivo-commerciale.

Strano, fino a poco tempo fa (con una crisi economica in pieno vigore) andava tutto bene e ora no!
Comunque ben venga questa decisione della Città metropolitana, che, detta spassionatamente da un giornale che ha sempre contestato il Psc della giunta Manca, è un bel passo avanti rispetto al passato (che le tante elezioni del prossimo anno portino consiglio?).

Fatto sta che la nuova giunta a guida M5s ha colto la palla al balzo, forse tirando anche un sospiro dio sollievo per non dovere aprire un fronte di polemica anche sull'urbanistica, dichiarando ci concordare pienamente con la decisione della Città metropolitana: “La richiesta di una riduzione delle previsioni del Poc, sia residenziale che produttivo-commerciale, privilegiando l'attuazione degli ambiti di riqualificazione urbana e valutando la revisione delle previsioni insediative più impattanti dal punto di vista ambientale e territoriale è condivisa dall'attuale Amministrazione comunale e dimostra come le scelte operate dalla scorsa Amministrazione Pd siano criticabili e non attente alle reali esigenze del territorio e poco attente alla tutela della qualità di vita dei cittadini imolesi. Tali osservazioni sono infatti in linea con le nostre preoccupazioni relative all'eccessivo consumo di suolo del territorio che purtroppo si sta perpetrando da alcuni decenni. Per questo ci attiveremo tempestivamente con i correttivi necessari evidenziati dal parere della Città metropolitana al fine di riequilibrare e ridefinire le scelte urbanistiche della Città. Non può passare inosservato l'elemento secondo il quale l'elaborazione di una progettualità approvata dall'allora amministrazione Manca, targata Pd, oggi generi perplessità anche alla stessa Città metropolitana appartenente al medesimo credo politico”.