Imola. Sala grande del circolo Sersanti piena in ogni ordine di posti per la presentazione del libro “Imola 1968 – Il preludio della rivoluzione” dello scrittore e storico Antonio Castronuovo. In effetti l'argomento è interessante e nella stessa sala ci sono diversi protagonisti di quella stagione: fra gli altri abbiamo visto l'on. Raffaello De Brasi, Marco Pelliconi, Valter Galavotti, Nino Villa, Mauro Casadio Farolfi.

Castronuovo ha spiegato di aver cercato di raccontare episodi del 1968 breve, ovvero degli anni fra il 1966 e il 1969 senza addentrarsi negli anni successivi fino al 1977 durante i quali nacquero tante sigle quali Avanguardia operaia, Lotta Continua, Il Manifesto con documenti che l'autore del libro trova “stucchevoli, ma che allora erano preparati con grande attenzione e letti da tanti studenti”.

Ed ecco la prima prova di rivoluzione: il 7 novembre del 1968 gli studenti dell'istituto tecnico e professionale “Alberghetti” chiedono di svolgere un'assemblea che fu rifiutata dal preside. Gli studenti decidono di andare in piazza Machiavelli (in realtà piazzale Michelangelo, ndr) dove furono caricati a manganellate dalla polizia e cercano di evitarle fuggendo dalle parti del liceo scientifico. Proprio lì, nella classe prima, c'era Castronuovo in pantaloni corti che a 14 anni vide per la prima volta uno scontro del 1968. L'assemblea si tenne poi al Monte Castellaccio al parco delle Acque minerali.

Sempre nel 1968 si disputò a Imola il campionato mondiale di ciclismo vinto da Vittorio Adorni. Alcuni studenti aevvano preparato un volantino: “Sportivi, siete in 300mila. Siete sufficienti per togliere le armi alle forze della repressione autoritaria. Se poi non sapete cosa farne, mandatele ai Vietcong!!!”. Ma il volantino non fu distribuito perché la polizia  aveva avuto una “soffiata” ed era pronta a fermarne la diffusione. A Natale, davanti alla chiesa di San Domenico, fu distribuito un altro volantino a favore della lotta dei Vietcong contro l'esercito Usa che non fece piacere a molti “signori borghesi ricchi” della città che si erano recati a Messa. Alcuni replicarono puntuti sui giornali dell'epoca.

Nel libro, si parla anche dell'unione fra studenti medi, universitari e operai della Cogne che era in crisi, del fatto che non correva buon sangue fra il Movimento studentesco e le organizzazioni giovanili di tutti i partiti e dello spettacolo di Dario Fo e Franca Rame a Imola che fu preceduto da tante polemiche sul luogo dove poteva svolgersi. Alla fine fu il cinema Modernissimo. Insomma, si tratta di un libro pieno di tanti spunti ottenuti dall'analisi di Castronuovo su parecchi archivi, soprattutto quello del Cidra, e dalla collaborazione di parecchie persone protagoniste all'epoca che fa parte della collana “Tracce” della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola.

(m.m.)