Imola.“No Pillon”, è lo slogan prevalente ripetuto in coro in più momenti della manifestazione che si è svolta ieri mattina a Imola contro il DDL che porta il nome del senatore della Lega. Il corteo di circa 300 persone in prevalenza donne, (presenti anche diversi uomini), ha preso le mosse da via Amendola 8 davanti al Consultorio famigliare per sfilare fino in Piazza Matteotti.
Due le tappe intermedie previste dove in diverse a turno hanno spiegato le ragioni della protesta: via Emilia di fronte alla Biblioteca comunale e Piazza Caduti della Libertà. Molte donne come in molte altre città si sono presentate vestite da ancelle ispirandosi al libro di Margaret Hatwood “Il romanzo dell'ancella”. Un travestimento ironico già visto fra il pubblico del Consiglio comunale di Verona in occasione della discussione della mozione sull'aborto e a Imola qualche giorno fa quando si è discusso della mozione sulla proposta di legge Pillon.

Abbiamo sentito storie vere, storie per raccontare cosa accadrebbe in caso di separazione e di affidamento dei figli se il DDL fosse già legge, simulandone le conseguenze. Le donne non intendono subire passivamente la violenta offensiva in atto contro di loro e hanno ribadito i punti salienti inaccettabili del DDL già evidenziati nel comunicato e nel volantino distribuito durante il corteo:

– Non si tiene conto dei minori come soggetti di diritto
– In caso di alienazione parentale il giudice può, secondo la proposta di legge, trasferire il minore in una casa famiglia in attesa che il mediatore famigliare stabilisca una relazione col padre
– Si abolisce l'assegno di mantenimento senza considerare le condizioni di difficoltà economica che interessano in maggiore misura le donne sia perché precarie e disoccupate in maggior numero rispetto agli uomini sia per la disparità salariale ancora elevata fra lavoratori e lavoratrici. Si aggiunga che il 70% delle dimissioni volontarie dal lavoro riguardano donne con figli
– La separazione e il divorzio sono di fatto scoraggiati sia per i costi imposti sia nel caso di violenza subita dalla donna e/o assistita da parte dei figli. In questa circostanza si prevede comunque l'affidamento congiunto e l'obbligo di relazione col padre violento.

La giornata di protesta ha coinvolto molte decine di città in tutto il Paese e nelle città principali dell'Emilia Romagna nel pomeriggio. Uno stato di agitazione permanente, così è stato definito, che si prepara alla manifestazione nazionale di Roma del 24 novembre per la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

 

(g.v.)