Imola. “La sanità del futuro: forme di integrazione nell'Area Metropolitana di Bologna” è stato il tema di un incontro che si è svolto lunedì 12 novembre con la presenza del dott. Giancarlo Pizza, presidente Ordine dei medici di Bologna e del dott. Salvatore Lumia, consigliere responsabile commissione Spedalità e Territorio dello stesso Ordine.
Un Ordine che, come ha precisato Lumia, ha come scopo istituzionale la difesa del cittadino in caso di accesso a cure mediche e non, come si potrebbe pensare, la tutela dei diritti dei medici stess. La serata era organizzata da Auser, Avod, Cambiavento, Cittadinanza Attiva Imola, Comitato a Difesa Diritti, Gruppo Acquisto Solidale, Leganbiente ImolaMedicina, Panda Imola, Unitalsi.

Il punto centrale delle osservazioni dei tanti comitati nelle “critiche” al progetto deve essere individuato nella totale mancanza di partecipazione da parte dei cittadini tutti alla definizione del progetto, quali diretti interessati alle funzionalità dello stesso; i comitati, all'unisono, precisano di sostenere con convinzione il coinvolgimento attivo delle comunità che possono arricchire con il loro contributo il risultato prodotto dagli esperti.

Lumia ha poi esteso, intervallato dal collega seduto al suo fianco con precisazioni o aggiunte, tutta una serie di osservazioni che potrebbero (e dovrebbero), qualora accolte, apportare modifiche al fine di migliorare non solo la direzione nella quale il progetto in esame tende a indirizzarsi, ma anche e soprattutto nell'attenzione alla qualità specifica del progetto stesso verso la popolazione interessata.
Numerose le critiche, alcune delle quali rendono increduli della qualità del progetto stesso e individuano lacune non di secondaria importanza.Ecco alcuni dei punti più eclatanti.

Il percorso istituzionale
Sul fronte istituzionale si parla di un lavoro durato un anno, con 28 incontri ufficiali, con il coinvolgimento di circa 400 professionisti, con una analisi iniziale dei sistemi sanitari di Paesi avanzati e delle criticità epidemiologiche. Dall'altra, Lumia dichiara di non avere avuto conferma di tale coinvolgimento in tanti colleghi da lui interpellati al riguardo e prosegue affermando che sarebbe molto utile poter avere accesso ai verbali di tali incontri, cosa che al momento non è successa.

Gli obbiettivi
Obbiettivo strategico la razionalizzazione delle reti ospedaliere: si osserva che, nel passato anche recente, il termine razionalizzare è sempre stato inteso come “tagliare”. Poi la necessità di sviluppare una maggiore caratterizzazione delle vocazioni: si osserva che le “vocazioni” non sono solite nascere casualmente e che tanto meno possono essere determinate politicamente.

Quattro obiettivi strategici identificano e qualificano “Le dimensioni del cambiamento”: Organizzative, Istituzionale, Finanziaria e Professionale. Si osserva ribattendo come non si possa essere decisamente certi che il cambiamento sia comunque sinonimo di miglioramento e ci si domanda “Chi dice che vi sia bisogno di 'quel' cambiamento? Si prosegue affermando che un giorno si frammenta, l'altro si scorpora e l'altro si frammenta di nuovo (il riferimento è alla legge 833 del '78 che instituì le Usl, poi trasformate in Aziende (Asl) e ora ridotte di numero e accorpate. Per quanto riguarda poi il “Consolidamento della rete ospedaliera” si deve, come sempre, intendere il taglio di posti letto e del personale.

Il livello ospedaliero interesserà ambiti trasversali, strutture specialistiche aggregate, rafforzamento di competenze dei direttori di dipartimento, budget attribuito a organi di governo interaziendale e ambiti trasversali: in poche parole a fronte di questi tagli, si istituiscono figure dirigenziali non mediche a cui si attribuiscono funzioni e stipendi primariali.

Modelli organizzativi
– Nel documento si prevede un rafforzamento del ruolo del direttore di distretto e del direttore di dipartimento interaziendale in ambito metropolitano: si fa osservare con forza che tali figure non devono avere un aspetto manageriale ma medico!
Per finire, ma non da ultimo, quando si prevede “Il percorso di informazione e consultazione”, rivolto a diverse categorie professionali, ordini, istituzioni, organizzazioni sindacali, comitati civici e associazioni di volontariato, cittadini, la risposta è categorica: ” Doveva essere un coinvolgimento vero già nella fase di progettazione e non una parvenza di condivisione di decisioni già prese da altri.

La sala nella serata dell'incontro era decisamente colma e molte sono state le domande e le osservazioni da parte del pubblico al termine dell'intervento del dott. Lumia, evidenziando, e non potrebbe essere altrimenti, l'interesse del cittadino circa l'argomento. Peccato che l'assessore avv. Ina Dhimgjini sia dovuta assentarsi appena iniziata la serata: il documento stilato dall'Ordine dei medici è comunque a sua disposizione e le osservazioni a firma dei molti comitati organizzatori sono state comunque a lei indirizzate.

(Mauro Magnani)