Imola. Potere al popolo riparte da una sede in centro storico, all'inizio di via Selice, e da oltre una quarantina di aderenti. Un luogo dove svolgere tante attività. Ecco le principali: aula studio, scuola di italiano per conoscersi meglio con il primo incontro mercoledì 5 dicembre alle 20.30, spazio bimbi e aiuto compiti per tenere magari i figli delle donne migranti che in quel momento devono andare a Trama di terre (storica associazione contro le violenze alle donne, ndr), un info-poit e un luogo aperto e libero dove svolgere pure assemblee ogni giovedì dalle 20.30 alle 22 oltre all'ormai conosciuto per le sue numerose battaglie in città Sportello antisfratto ogni lunedì dalle 20.30 alle 22.

“Riteniamo queste azioni di mutualismo fondamentali – spiega Andrea Bonzi – perché sono concrete. Alle elezioni amministrative dello scorso giugno abbiamo deciso di non presentarci perché non avevamo ancora fatto cose importanti a livello locale. Quindi abbiamo pensato prima a radicarci sul territorio e poi ad essere utili alla popolazione. Intanto, molti di noi sono impegnati nello Sportello antisfratto, in ImolAntifascista e Rivolta Gaya. Se nel futuro, riusciremo a essere una presenza che può cercare di risolvere i problemi di diversi cittadini, prenderemo in considerazione l'ipotesi di candidarci alle elezioni, anche comunali”.

Marzia Montesano fa il punto sullo Sportello antisfratto: “Ci conoscete perché ormai da anni svolgiamo un'attività, con picchetti e forme di protesta, contro gli sfratti di famiglie bisognose di aiuto che resterebbero senza una dimora. Ogni giorno comprendiamo meglio che la lotta per la casa è un collante per i lavoratori precari a tempo determinato e per quelli che sono costretti al lavoro nero, davvero tanti pure nell'Imolese”.

All'inaugurazione della sede il 17 novembre c'è anche la portavoce nazionale di Potere al popolo Viola Carofalo. “Stiamo cercando di invertire la parabola discendente della sinistra in una crescente – spiega la Carofalo – uscendo dalla logica della somma dei partitini di sinistra e invece partendo dai bisogni della gente nei vari territori dimostrando con i fatti che siamo in grado di aiutarli. Certo, è un lavoro faticoso e lungo, ma crediamo sia l'unico che possa dare frutti e dare uno scossone positivo alla sinistra. Vogliamo che sia chiaro che dichiararsi di estrema sinistra non significa essere dei marziani, ma persone che vengono da realtà che producono cultura e convivenza come ad esempio i centri sociali dove sono cresciuta politicamente io. E' vero, come vedo oggi qui a Imola ci sono vicini molti giovani tanto che alle elezioni del coordinamento nazionale sono stati il 30%. Tuttavia ciò non significa che non ci interessano quelli con i capelli bianchi. E' importante essere misti nelle generazioni, fra uomini e donne e nei punti di vista. Solo così potremo essere interessanti e intercettare l'elettorato che è andato verso Salvini che sa essere comunicativo, in parte pure al Sud, e al Movimento 5 stelle solamente perché la gente voleva vedere volti nuovi al governo del Paese”.

(m.m.)