Imola. Una palazzina attigua alla “vecchia” casa di riposo per inabili al lavoro di via Venturini, sorta a ridosso dello storico parco dell'Osservanza, tanto verde, molti alberi, i segni di una ricerca per la cura di ogni particolare, l'appena inaugurato “Giardino ritrovato”, con un nuovo allestimento reso possibile grazie alla donazione di arredi e piante da parte del Rotary Club di Imola per farne uno spazio per laboratorio all'aria aperta per anziani, familiari ed operatori. Questo è l'esterno di Casa Cassiano Tozzoli, una struttura finalizzata all'assistenza di persone affette dal morbo di Alzheimer e da demenza senile e al supporto dei loro famigliari.

Sorta grazie ai finanziamenti della Fondazione Cassa di risparmio di Imola, Casa Alzheimer è stata poi donata all'Asp Circondario imolese tramite una convenzione. Inaugurata a settembre 2008 è attiva da gennaio 2009. Nei dieci anni sono stati effettuati 174 ricoveri, sia di lunga permanenza che di accoglienza per periodi temporanei, su un totale di 44 posti disponibili. A questi vanno aggiunti 220 inserimenti a carattere diurno nei 20 posti disponibili in day hospital. I servizi di Casa Alzheimer, sia residenziali che diurni, accolgono residenti di tutti i dieci comuni del circondario imolese, l'80% degli assistiti provengono comunque dal comune di Imola.

“Una delle dotazioni più qualificanti è la presenza di giardini terapeutici protetti che permettono ai pazienti di uscire all'aperto pur restando all'interno del complesso”, ad accoglierci è la dottoressa Raffaella Pasquali, coordinatrice di Casa Alzheimer. Con lei entriamo nella struttura al piano terra caratterizzato da ampie vetrate che ne fa uno spazio molto illuminato, siamo al centro diurno.
“Il nostro obiettivo è quello di ritardare il più possibile il ricovero definitivo della persona, garantendo la massima flessibilità dei servizi. Il centro diurno fa parte del primo livello dei nostri servizi nato per dare sollievo alle famiglie. In pratica ospitiamo il familiare ammalato in regime di day ospital realizzando attività di coinvolgimento che spesso coinvolgono anche la famiglia creando un rapporto di fiducia duraturo nel tempo. Operiamo in gruppo di lavoro che permettono ai famigliari di alleviare le loro sofferenze e di sentirsi utili al loro famigliare. Cerchiamo per quel che è possibile di ridare un minimo di benessere alle varie persone coinvolte”.

I segni della vita quotidiana delle persone sono sparsi dappertutto, una gabbia di canarini, bambole o altri oggetti sparsi un po' dappertutto, ad accoglierci c'è anche un gattino, una sorta di mascotte del Centro, tutto ciò rende quello spazio molto simile all'abitazione nella quale vive ancora chi utilizza il centro diurno.

“Il Centro opera per 327 giornate all'anno (comprese due domeniche al mese) con apertura dalle 8 alle 18.30, ruotano mediamente 32 persone, il servizio è effettuato in convenzione con Auser grazie anche ad un servizio di trasporto”.

Sempre al piano terra si sviluppa il secondo livello dei servizi di Casa Alzheimer, legato ai ricoveri temporanei per i quali sono destinati 16 posti più altri 4 per ricoveri brevi resi necessari da particolari problematiche delle famiglie o per rivedere il piano terapeutico con la rimodulazione delle terapie.
“Il nostro intervento è mirato al controllo e alla riduzione del disturbo comportamentale e al riequilibrio della terapia farmacologica, a favorire il reinserimento a domicilio o il trasferimento in altra struttura della rete non appena si modifichino le condizioni che avevano determinato l'accesso al nucleo. Di norma sono attuati diversi progetti di terapie non farmacologiche per la prevenzione e la cura dei disturbi del comportamento, atti a riabilitare a livello cognitivo la persona e a migliorarne le qualità della vita. La finalità del servizio è quello di prevenire ulteriori perdite di autonomia fisiche, mentali, affettive e relazionali, degli anziani residenti”.

Saliamo al primo piano dove veniamo a conoscenza del terzo livello degli interventi per il quale sono riservati 24 posti letto in camere singole o, al massimo, doppie, per sostenere nel migliore dei modi quei pazienti nella fase avanzata della malattia.
“Operiamo per ridurre le lunghe permanenze, favorendo i ricoveri temporanei, semmai legati a fasi acute della malattia, che una volta superati permettono alla persona di essere accolta in altre strutture. All'interno della struttura viene garantita una assistenza socio sanitaria improntata al rispetto delle esigenze di vita degli ospiti. I servizi garantiti in struttura sono assistenza di base, infermieristica, medica, riabilitativa e attività di animazione. Inoltre vengono erogati servizi di assistenza medico – specialistica, psicologica, farmaceutica, religiosa, podologo e parrucchiere. Quindi nella Casa operano una trentina di figure professionali diverse, che concorrono, ciascuna per la propria specificità e competenza, all'erogazione dei servizi”.

Ritorniamo al piano terra percorrendo corridoi arredati da bellissime fotografie, “il frutto di un laboratorio molto interessante sull'apprendimento delle tecniche fotografiche”. In Casa Alzheimer “tutto è pensato per assecondare le esigenze del malato, a cominciare dalla totale assenza di barriere architettoniche, e per aiutarlo a mantenere un rapporto efficace con il suo ambiente di vita, in ogni fase della malattia, infatti l'ambiente può compensare o accentuare i deficit cognitivi ed i problemi comportamentali. Sono stati pertanto adottati alcuni accorgimenti, come uscite 'mascherate' che sembrano quadri per evitare che vengano aperte dagli anziani più agitati, isole sensoriali che permettono al malato di percepire i segni di uno spazio favorevole che lo aiuta a ritrovare se stesso e a conservare la propria identità. Gli ambienti, in tutta la Casa, presentano tinte riposanti secondo quanto definito in materia di uso terapeutico dei colori, con illuminazione adeguata per garantire comfort e sicurezza ai pazienti durante il loro muoversi nelle 24 ore”.

Il wandering rientra tra i comportamenti più preoccupanti che possono manifestarsi in un malato di Alzheimer. Come conseguenza, spesso porta a lasciare le sicure mura domestiche ad orari casuali per addentrarsi in luoghi sconosciuti, senza ragione apparente e spesso poco vestiti. Dietro questo comportamento potrebbe risiedere un desiderio di comunicare dopo aver perduto le capacità di linguaggio. Proprio per questo a Casa Alzheimer sono previste aree dedicate al wandering, oltre a giardini attrezzati, aree separate per attività di gruppo, cucina terapeutica, aree per attività strumentali, occupazionali o psicomotorie. “Vogliamo che questa struttura sia aperta al territorio e molte attività sono possibili grazie al volontariato, a cominciare dal trasporto pazienti gestito dall'Auser, molti dei quali senza questo servizio avrebbero difficoltà a frequentare il centro diurno”.

Raffaella Pasquali ci racconta in maniera coinvolgente momenti di vita della struttura e delle tante attività rese possibili dal volontariato o grazie a convenzioni, come, ad esempio quella, con il ministero di Grazia e Giustizia, “che ci permette di ospitare persone per servizi alternativi al carcere e spesso, grazie alle loro competenze, riusciamo a dare vita a laboratori molto importanti. In generale in questi anni sono stati tante le attività che hanno permesso il coinvolgimento dei pazienti, ricordo i laboratori di pasticceria, musicali, di sfoglia, il progetto fotografia e altri ancora con un forte supporto del volontariato”.

Oggi Casa Alzheimer è una struttura accreditata e regolamentata da un apposito “Contratto di servizio” sottoscritto dal Nuovo Circondario imolese, dall'Azienda Ausl di Imola, e dall'Asp Circondario imolese in qualità di gestore del servizio. Lavoriamo in stretto contatto con i servizi sociali che intercettano i bisogni delle famiglie e le direzionano verso la rete dei servizi.

Una delle specificità di Casa Alzheimer sono le terapie non farmacologiche, che presuppongono l'impiego di tecniche utili a rallentare il declino cognitivo e funzionale, controllare i disturbi del comportamento e compensare le disabilità causate dalla malattia.
“In questi dieci anni si è raggiunta una maggior consapevolezza riguardo a questa patologia.
Quindi non più una malattia da nascondere con vergogna, ma un problema rispetto al quale cercare aiuti e risposte”. Casa Cassiano Tozzoli, assieme all'associazione Alzheimer, organizza incontri di aggiornamento e di sostegno per famigliari dei degenti, Il Caffè Alzheimer, che implica la partecipazione attiva dell'animatore e di un gruppo di anziani del centro diurno per il centro sociale La Stalla, dove l'associazione Alzheimer promuove incontri e attività di socializzazione, ne è un esempio. Inoltre la struttura è oggi un centro di preparazione professionale per gli addetti del settore”. “Non vogliamo far credere di avere soluzioni per questo problema destinato a crescere negli anni, ma possiamo dire di avere imboccato la strada giusta per affrontarlo”.

 
(Valerio Zanotti)
Per ogni informazione rivogersi a: Casa residenza anziani “Cassiano Tozzoli” – Via Venturini 16/E – Imola. Tel. 0542.655911.