Imola. Di nuovo, a distanza di pochi anni la situazione si ripete. Sulla base dei dati reperiti (quelli finora disponibili) sul sito dell'Istat, a Imola si assiste a una recrudescenza del numero dei morti, 442 nei primi sei mesi dell'anno. Nel 2015 erano stati 441 – l'anno con il più alto tasso di mortalità italiano tra quelli misurati dal secondo dopoguerra in poi.

Andrea Rossi, direttore generale dell'Ausl di Imola non si sbilancia: “La mera quantificazione e descrizione del numero degli eventi, in questo caso il numero dei decessi avvenuti nel comune di Imola nel primo semestre degli anni 2012-2018, soddisfa soltanto un'esigenza amministrativa di quantificazione del fenomeno, ma non consente di rispondere ai quesiti epidemiologici”.

Alle domande da noi poste (c'è un aumento di mortalità? C'è un trend temporale? Ci sono delle variazioni geografiche o per comune? Ci sono andamenti particolari per cause specifiche? C'è correlazione con i consumi sanitari? Ci sono problematiche che meritano interventi specifici?) spiega di non avere ancora gli strumenti per rispondere. “Non ci si può improvvisare nel ruolo di oracolo interpretando dati grezzi, ma occorrono misure epidemiologiche per quantificare i rischi (rapporti, proporzioni, tassi) e le associazioni statistiche fra le diverse variabili in gioco”.

Si deve fare i conti con la precisione dei dati, le variabili statistiche, gli errori sistematici, l'effetto casualità. Nel caso di una popolazione in costante invecchiamento occorre verificare quanta della mortalità sia dovuta a questa condizione e quanta ascrivibile ad altre cause. E anche questo non basta: “Nel caso le misure epidemiologiche evidenzino l'occorrenza di rischi particolari di morte o associazioni statistiche fra variabili, questo non si traduce automaticamente in una relazione di causalità. La significatività statistica dell'associazione esclude, a un ragionevole livello di certezza, soltanto che l'associazione possa attribuirsi all'effetto del caso. In questo momento, con i dati disponibili, non è possibile fare nessun tipo di affermazione che abbia un minimo contenuto di scientificità. Le informazioni complete potranno essere commentate solo dopo la chiusura annuale delle banche dati”.

Caso o non caso – che però si sta ripetendo a distanza di poco tempo – sarebbe forse ora di prendere misure (oracolo o meno) più concrete. Non si può più pensare di non mettere in relazione il sempre maggiore degrado ambientale e sociale con la possibile insorgenza di nuove emergenze sanitarie, soprattutto in una popolazione sempre più fragile.

Alice Bonoli dell'ufficio stampa dell'Ausl delinea per ora, dai dati disponibili, la seguente situazione: l'analisi (provvisoria) dei dati contenuti nel Registro di mortalità aziendale relativa ai primi 6 mesi dell'anno in corso evidenzia che l'aumento di mortalità registrato nel primo semestre è rilevabile in tutti i Comuni del territorio, con differenze dipendenti soprattutto dalla composizione per età della popolazione residente. Quest'ultimo fattore pare essere il motivo rilevante in quanto l'età media di morte su tutto il comprensorio è pari a 84 anni e la forbice tra i Comuni va dai 79 anni di Dozza ai 92 di Fontanelice. Per Imola l'età media di morte è pari a 82 anni. A una prima lettura si conferma dunque quanto descritto per l'anno 2015: l'eccesso di mortalità è in gran parte spiegabile dall'invecchiamento della popolazione che inevitabilmente muore per ragioni biologiche.

Un dato infine sulle vaccinazioni antinfluenzali del bacino imolese: campagna 2016-2017, numero vaccini somministrati 22.007 dosi; vaccini somministrati ai soggetti > 65 anni 16.861 dosi per una copertura pari al 52,9%. Campagna 2017-2018, numero vaccini somministrati 23.587 dosi; vaccini somministrati ai soggetti > 65 anni 17.969 dosi per una copertura pari al 56% (una tra le migliori regionali). Campagna 2018-2019 (in corso) per l'elevata richiesta da parte dei MMG sono già state acquistate 27.500 dosi, dunque ci attendiamo con ogni probabilità una miglior percentuale di copertura a fine campagna.

Bonoli aggiunge infine questo commento: “Dallo scorso anno il Comitato consultivo misto degli utenti ed il Comitato utenti e famigliari della salute mentale (organismi aziendali misti di partecipazione formati da membri delle associazioni di volontariato e organizzazioni di tutela degli utenti e da membri dell'Ausl di Imola), in collaborazione con i MMG (medici di medicina generale), hanno intrapreso un progetto di sensibilizzazione degli ultrasessantacinquenni facendo brevi “incursioni informative” presso i centri sociali alle tombole, alle cene e ai pranzi sociali e in genere nel corso di momenti ludici di ritrovo dei cittadini, secondo una logica di informazione tra pari e di sensibilizzazione di prossimità, che ci conforta possa costituire uno strumento importante per far crescere la copertura vaccinale”.

(Caterina Grazioli)