Faenza. Sono ormai 16 anni (dal lontano 2003, ndr) che il museo Carlo Zauli promuove e rende possibile l'incontro (e il dialogo) tra artisti e artigiani organizzando progetti ed iniziative tra cui le residenze d'artista e i workshop di ceramica contemporanea. Parallelamente però, il museo ha sostenuto e incentivato la presenza di artisti contemporanei già attivi nel versante ceramico all'interno dell'atelier di Carlo Zauli, per misurarsi con i suoi spazi, il suo lavoro, i materiali che utilizzava: è il caso di Francesco Simeti, artista di origine siciliana, ma residente a New York, che nelle giornate del 15 e del 16 dicembre sarà presente al museo per presentare I lavori realizzati a Faenza nell'estate 2018, per tenere un workshop destinato ai ceramisti e per lanciare una call internazionale legata a un nuovo progetto concepito e da realizzare in collaborazione con l'Istituzione culturale faentina dedicata al grande maestro Zauli.

Nel corso della sua permanenza faentina Francesco Simeti, in collaorazione con la ceramista Aida Bertozzi, ha realizzato. proprio con la terra nera utilizzata da Carlo Zauli per le sue steli più celebri, due sculture totem, alcuni collage tridimensionali, unendo fra loro foglie modellate per l'occasione ad altre ottenute da stampi preesistenti realizzate da diversi artigiani locali; ed è proprio la forma di un determinato fogliame a dare il titolo all'installazione: uncinata, è infatti un termine di morfologia botanica che descrive la forma ad uncino di alcune foglie, e si ricollega anche al lavoro sulle alabarde che l'artista porta avanti da qualche anno.

I due lavori presentati al museo Zauli hanno come scopo primo quello di essere il punto di partenza per un progetto ampio e in divenire di coinvolgimento di artigiani ceramici di tutte le nazionalità e tradizioni. Con l'apertura di questa mostra Francesco Simeti e il museo Carlo Zauli (in partnership con Aicc, Associazione ialiana città della ceramica), pongono le prime basi per una call aperta a qualsiasi ceramista che voglia contribuire a questo lavoro scultoreo collettivo, internazionale e multiculturale, prestando un proprio stampo di foglie di piante e alberi. Ogni stampo verrà utilizzato dall'artista per realizzare le singole foglie, diverse a seconda del territorio e dell'elaborazione dell'artigiano, che andranno a comporre futuri collage tridimensionali dal forte valore simbolico, legato sia alla primitiva potenza della natura che agli attuali temi multiculturali.

Durante la sua permanenza estiva, Simeti è stato affiancato dagli studenti delle Accademie di Bologna e Ravenna partecipanti al corso per Curatori 2018 che, come ogni anno, supportano artisti e ceramisti nella produzione, ma contemporaneamente conquistano importanti esperienze formative sul campo dal punto di vista pratico, misurandosi con le esigenze dell'artista e della produzione, ma anche teorico, approfondendone la poetica e realizzando lavori curatoriali che ne sintetizzino l'incontro. I lavori finali degli studenti Caterina D'Ancona, Nina Bovio, Eleonora Schianchi e Anna Bottoli saranno esposti durante l'opening.

(Annalaura Matatia)