Imola. Maltrattamenti verbali e non solo, insulti e ogni genere di umiliazioni a bambini, in particolare stranieri provenienti dal Nord Africa, in una scuola per l'infanzia. Incredibilmente la responsabile sarebbe una maestra 55enne di Imola che “insegnava” a piccoli dai tre ai cinque anni in una scuola statale nella zona del centro storico.

A sfondo chiaramente razzista sono le parole che avrebbe pronunciato in circa tre anni. Eccone alcune: “Dal Marocco, dalla Tunisia, dall'Algeria… Venite qui a fare… delle idiozie!”, una delle frasi intercettate. E ancora: “Se i tuoi genitori facevano un po' di scuola erano molto più intelligenti invece di trattarti così… ti riducono come una larva, che non hai voglia di fare niente! Solo disturbare la quiete pubblica, fortuna che c'è la polizia”, ma si parla anche di altre parole violente, nelle registrazioni audio agli atti dell'inchiesta per la quale il Gip Rita Zaccariello ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare alla maestra su richiesta della Procura con la pm Manuela Cavallo. I reati contestati sono maltrattamenti aggravati e lesioni personali continuate. Pare che qualche bambino, fra quelli maggiormente vessati, abbia raccontato tutto ai genitori che negli ultimi mesi si sono rivolti alle forze dell'ordine le quali hanno provveduto a inserire nelle classi indicate di telecamere di video e audio registrazione che testimonierebbero pure di schiaffi e strattoni nei confronti dei bambini maghrebini. Perfino lividi, ma soprattutto danni morali che possono influire sullo sviluppo psicofisico dei piccoli.

Abbastanza cauto sulla vicenda il capogruppo della Lega in consiglio comunale Simone Carapia: “La notizia trapelata oggi di una maestra imolese arrestata per maltrattamenti lascia sgomenti, soprattutto per il fatto che le vessazioni sarebbero proseguite per tre anni. In attesa di maggiori dettagli e, rispettando i tempi delle indagini, ci preme ribadire ancora una volta come le telecamere nelle scuole siano una priorità. Un controllo delle classi sarebbe un deterrente alle molestie sui bambini e anche una sicurezza per gli insegnanti, vittime sempre più spesso di bullismo dagli stessi studenti più grandi. Speriamo che episodi simili servano per raggiungere questo obiettivo di sicurezza nelle classi. Aspettando maggiori dettagli auspichiamo subito chiarezza sui fatti contestati all'insegnante, ne va del buon nome della nostra città e della sicurezza dei nostri bambini”.

Più duro il capogruppo di “Patto per Imola” Giuseppe Palazzolo: “A quell'età, quando sono così piccoli, una maestra dovrebbe ascoltare, educare e comunicare gli alunni accompagnandoli nel migliore dei modi alla crescita. Si tratta di un fatto gravissimo, non c'è colore o razza che tenga, devono essere assolutamente trattati alla stessa maniera”.

“Notizie di questo genere lasciano letteralmente sgomenti per l'assoluta gravità delle accuse rivolte all'indirizzo di chi dovrebbe, invece, occuparsi del sereno inserimento educativo dei piccoli alunni nel sistema scolastico e più in generale all'iniziale interazione con la società. A nome dell'Amministrazione comunale esprimo la massima solidarietà alle famiglie coinvolte nella triste vicenda ed alla dirigente della scuola d'infanzia statale cittadina, confermando il pieno appoggio del nostro Comune a supporto dell'attività di indagine svolta dalle autorità competenti e dagli uffici ministeriali pertinenti”, afferma l'assessora alla Scuola Claudia Resta.