Imola. Non ci sono novità giudiziarie sulla maestra di 55 anni messa agli arresti domiciliari perché avrebbe maltrattato verbalmente con insulti razzisti (e non solo) i bambini da 3 a 5 anni, in particolare di origini del Nord Africa, di una scuola materna in centro storico. L'argomento doveva essere trattato nel corso del consiglio comunale del 18 dicembre, ma lo spazio è stato divorato dalle delibere e dalla voglia di chiudere l'anno politico con un brindisi aperto a tutti i cittadini senza ulteriori polemiche.

Ecco comunque i comunicati dell'ultimo minuto. Per il neocapogruppo del Pd Roberto Visani (nella foto) “le accuse rivolte ad una maestra che ha insegnato nelle scuole imolesi, se saranno confermate, rappresentano un fatto molto grave. Per noi la scuola dell'infanzia è il luogo capace di far convivere le differenze. A scuola i bambini attraverso gli insegnanti imparano ad essere valorizzati, a stare insieme e a rispettare le regole. Pensare che la scuola possa diventare un luogo dove i bambini vengono discriminati in base alla loro provenienza o alla loro razza è una cosa che fa rabbrividire. Da tempo il nostro Paese è attraversato da sentimenti di ostilità e di intolleranza verso gli stranieri e purtroppo si è diffusa una mentalità pericolosa che non va sottovalutata. Di fronte ai tanti episodi di intolleranza e di violenza presenti nella società la politica non può pensare di risolvere questo problema, come sostiene qualcuno, invocando le telecamere (in dissenso dal capogruppo della Lega Simone Carapia, ndr). Le telecamere a scuola poi rappresentano un errore politico, antropologico e pedagogico. I bambini sono sicuri quando frequentano una scuola che ha buone maestre e non delle telecamere. Bisogna ripartire dalla selezione e dalla formazione costante del personale”.

Secondo Potere al popolo “quanto emerge dalla situazione denunciata da più gruppi di genitori in una scuola materna statale di Imola è ignobile e gravissimo. Una maestra si sarebbe accanita per anni contro bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni, in particolare con quelli di colore, con insulti razzisti e violenze. Ancora più grave è che la segnalazione, già fatta in passato 3 anni fa, fosse stata taciuta e ignorata dalle autorità scolastiche. Ci sorprende che l'assessora Claudia Resta solidarizzi sulla stampa locale con le stesse persone che hanno ignorato per anni la situazione. Invece di trascurare la scuola pubblica, come sta facendo anche questo Governo nazionale a Roma, ci aspettiamo maggiore impegno da parte delle istituzioni per prevenire casi del genere. La scuola pubblica, di ogni grado, ha bisogno di più fondi, e non di tagli fatti per destinare risorse a quella privata, come avviene sia a livello locale che nazionale”.