Imola. Niente panettoni per i dipendenti e i collaboratori della Deai Srl, la società che gestice la nuova piscina dell'Ortignola. Ma, soprattutto, niente stipendio. Come riporta l'edizione locale di oggi del resto del Carlino Paola Lanzon (ex presidente del consiglio comunale nell'amministrazione di Daniele Manca), parla di “difficoltà finanziarie legate a promesse disattese della proprietà e della concessionaria oltre che dal disinteresse della precedente e dell'attuale amministrazione comunale”.

Vale la pena però cercare di comprendere le responsabilità, nel bene e nel male. La piscina dell'Ortignola non ha avuto, e non ha, una vita facile. Sia dal punto di vista – ora – più “gestionale” che da quello più prettamente giuridico-finanziario. La Corte dei Conti non le aveva certamente mandate a dire quando defininì, nel novembre del 2016, con la decisione n. 107/2016 che “la realizzazione dell'impianto natatorio sito in zona Ortignola è avvenuta mediante l'utilizzazione dello strumento del project financing in modo non coerente con la funzione economico-sociale di tale istituto”. Aggiungendo che: “non (si) ravvisa nell'operazione posta in essere dal Comune di Imola la funzione economico-sociale dell'istituto del project financing in quanto l'apporto di risorse finanziarie da parte dell'Ente è stato superiore alla metà del valore dell'opera”.

In altre parole, i cittadini ora tirati in ballo (il bilancio comunale è alimentato dalle loro tasse) hanno pagato, e tanto, in un recentissimo passato. Ora, le dichiarazioni della società che gestisce l'impianto: “avevamo chiesto al Comune di garantire una fidejussione per permettere alla nostra società di contrarre un mutuo e avere maggior respiro, ma è giunto un secco no” appaiono – quantomeno – manchevoli del dato storico. Soprattutto se lette accoppiate a parole come “totalmente assenti” e a “indignazione” che porterà, si legge, l'ex presidente del consiglio comunale a recarsi dall'assessore Claudio Frati con una rappresentanza dei lavoratori.

Insomma, un quadro complesso che va oltre la contingenza attuale. Che dire poi del proposito di “ristrutturazione aziendale” fino all'agosto del 2019 con la riduzione percentuale degli stipendi dei dipendenti? Verranno tagliati anche gli emolumenti dei dirigenti o dei soci? Pure loro faranno il “piccolo sforzo”?

(Verner Moreno)