Imola. Il Con.Ami è la “madre di tutte le battaglie” che si sta consumando fra la neosindaca pentastellata Manuela Sangiorgi e gli altri sindaci dell'assemblea del Consorzio, in particolare del Pd. Dopo l'appoggio alla sindaca della Lega, arriva pure quello del Movimento 5 stelle che attacca i sindaci dell'assemblea.

Per il M5s “la storia ci insegna che dopo aver avvallato in passato con unanime sintonia l'insediamento di un consiglio di amministrazione di un consorzio focalizzato sull'innovazione e lo sviluppo del territorio avente quasi 300 milioni di euro di patrimonio con al vertice un presidente diplomato Ecap (Stefano Manara, ndr), i sindaci del Pd o delle liste più o meno civiche di minoranza dei Comuni aderenti al consorzio appaiono risvegliatisi da un lunghissimo letargo. Va ricordato, inoltre, che questa 'referenziata' gestione è coincisa con una vertiginosa crescita del debito del consorzio arrivato nell'ultimo anno a passare i 135 milioni di euro”.

“La sindaca Sangiorgi, in totale trasparenza e con il pieno sostegno del gruppo consiliare M5s, – continuano i pentastellati – ha scelto di portare al tavolo del Con.Ami figure di alta competenza che hanno partecipato regolarmente al bando pubblico (a differenza di alcune candidature proposte da altri sindaci) ed ora che le tempistiche stringono non accettiamo alcuna strumentalizzazione della vicenda perchè Imola con il suo 65% di azioni ha il sacrosanto dovere di tutelare il proprio patrimonio per la massima efficenza dell'interesse pubblico. È inaccettabile che i primi cittadini di Comuni detentori complessivamente di una quota inferiore al 35% del consorzio impediscano da mesi la risoluzione della casistica ed è inevitabile porre il pensiero ad un mero disegno politico finalizzato, ancora una volta ed in linea con quanto avvenuto in passato, ad una scelta di comodo piuttosto che ad una di responsabilità”