Una parte importante, sebbene poco divulgata dai media, dell'accordo di uscita del Regno Unito dall'Unione Europea riguarda i confini fra il nord e il sud dell'Irlanda. Entrambe le “Irlanda”, quella del Nord (che fa parte del Regno Unito) e la Repubblica del Sud, hanno confermato la loro intenzione di non voler ripristinare le infrastrutture e i check point di controllo, nel momento in cui la Brexit sarà completamente operativa. Questo però pone il problema, assai controverso nei Palazzi in cui avvengono i negoziati, del Backstop.

Cos'è il Backstop? La parola deriva dal baseball e indica la rete di protezione montata dietro al battitore, per evitare che la pallina lanciata possa raggiungere gli spettatori. Nel caso della Brexit nasce l'esigenza di porre questa “rete di protezione” perchè fra Irlanda del Nord e la Repubblica dell'Irlanda, che rimarrebbe in Unione Europa una volta formalizzata la separazione del Regno Unito e la Ue, si creerà una sorta di “Confine morbido”. In questo modo però, l'Irlanda del Nord, di fatto, rimarrebbe nel mercato comune europeo e nell'unione doganale dacché i controlli alla frontiera con l'Irlanda del Sud non sarebbero ripristinati.

Un accordo sul backstop è importante perché l'UE non accetterà un periodo di transizione e sostanziali colloqui commerciali finché non sarà in atto. Il Regno Unito e l'UE hanno affermato, firmando un accordo a dicembre 2017, che questa rete di protezione commerciali ai confini sarà necessario. Hanno anche concordato su ciò che è necessario raggiungere: mantenere la cooperazione transfrontaliera, sostenere l'economia di tutte le isole e proteggere l'accordo di pace del Venerdì Santo.

Per risolvere la questione l'Unione Europea aveva proposto di mantenere l'Irlanda del Nord sotto l'attuale legislazione commerciale, sottoponendola al sistema Iva dell'Ue e alle sue regole doganali. Una proposta in parte accolta dal Governo May che lo scorso 14 novembre ha confermato il backstop proposto dall'Unione europea, se non sarà possibile trovare un'altra soluzione entro la fine del periodo di transizione nel dicembre 2020. Ciò significa che le merci in entrata nel Nord Irlanda dovranno essere controllate per verificare che rispettino gli standard Ue, sebbene provenienti anche da Paesi esterni al mercato unico. Questo porterà alla creazione di uno spazio doganale temporaneo.

Il 25 novembre scorso l'Unione Europea ha ratificato quanto proposto dal primo ministro inglese, che però ha ricevuto uno scacco dal proprio Governo e una nota di “attenzione” dal Dup, il partito unionista dell'Irlanda del Nord, in cui si sostiene che controlli validi solo per il Paese minaccerebbero l'Unione creando differenze fra l'Irlanda del Nord e la Gran Bretagna.

Ora la proposta va alla prova del Parlamento britannico ma è chiaro che qualora l'operazione Backstop non andasse in porto e non ci fosse accordo, il periodo di transizione richiesto da Theresa May non sarebbe possibile da realizzare. Ciò significa una Brexit dura, quasi sicuramente caotica.

(Amilcare Renzi)