Imola. In occasione dell'Anno europeo del patrimonio culturale 2018, lo scorso anno il ministero per i Beni e le attività culturali ha indetto un bando per finanziare la realizzazione di iniziative che rispondessero al fine di incoraggiare la partecipazione e la valorizzazione del patrimonio culturale quale risorsa condivisa, sensibilizzare alla storia e ai valori comuni e rafforzare il senso di appartenenza all'Europa. Alla scadenza dei termini per la partecipazione dello domande sono state presentate circa 500 iniziative da parte di istituzioni, associazioni, enti, imprese, e fondazioni.

Lo scorso 18 dicembre è stato firmato il Decreto di assegnazione del fondo, con cui la Commissione di valutazione ha deciso di finanziare 197 progetti, individuando delle fasce proporzionali in relazione al punteggio attribuito. Fra i progetti finanziati, tra cui è stata ripartita la quota del Fondo per il programma di attività pari a 700mila euro, c'è il festival imolese RestArt Urban Festival, cui è stato riconosciuto un contributo di 4.800 euro.

Gli obiettivi del RestArt Urban Festival hanno risposto ai temi del bando e sono stati presentati come in linea con quelli europei nell'anno del patrimonio culturale.

RestArt è un festival itinerante che nasce da una riflessione sulla presenza in città di spazi pubblici trascurati, non completamente integrati nella vita cittadina e che mette in campo azioni artistiche con vari obiettivi fra cui la rigenerazione urbana. Dal momento in cui viene individuato il luogo per il Festival, lo si indaga e predispone per gli eventi, si puliscono le zone pubbliche e si allestiscono palco, aree mostre e di ristoro, quindi street artist colorano i muri di edifici del quartiere dipingendo grandi opere di arte urbana con temi che si inseriscono nell'ambiente mentre si realizza una kermesse di eventi di tre giorni cui partecipano migliaia di cittadini. Il Festival dunque muove interesse verso le aree in cui si svolge, le trasforma, ne mette in luce le caratteristiche principali e mostra come possano trasformarsi in poli culturali e fortemente attrattivi. Coinvolge rappresentanti delle istituzioni che vi risiedono e autorità pubbliche e i momenti di festa, con varie azioni culturali, incentivano la maggior partecipazione possibile dei cittadini. Rest Art dunque promuove la valorizzare e rafforza l'identità dei paesaggi, è scambio di buone pratiche, è condivisione e partecipazione attiva.

Il Festival incoraggia approcci al patrimonio culturale intersettoriali e incentrati sulle persone: mira a far crescere il senso di appartenenza dei cittadini al luogo in cui vivono, a sensibilizzare al rispetto per il patrimonio urbano e a incentivare il senso civico. Allo stesso tempo incoraggia la creatività dei giovani: fin dalle prime edizioni cerca di dare ai giovani una possibilità per esprimersi attraverso l'arte e la cultura, ma mettendole al servizio della città. Il festival, poi, vuole contribuire in modo innovativo alla promozione territoriale, donando alla opere di street art accessibili a tutti e incentivando una forma di turismo complementare a quella tradizionale, per chi cerca percorsi d'arte originali, anche fuori dai musei e dai palazzi storici. Obiettivi, questi, vicini a quello europeo di ispirare la creazione e promuovere lo sviluppo e il turismo sostenibili.

L'edizione 2018 del RestArt Urban Festival si è distinta dalle precedenti per la scelta di svolgersi all'interno di un complesso scolastico composto da tre istituti (Liceo scientifico Valeriani, Istituto superiore Paolini e medie Valsalva) e per la sua dimensione internazionale avendo visto protagonisti tre artisti stranieri (provenienti da Germania, Serbia e Olanda) che secondo il proprio stile e creatività hanno rappresentato quello che per loro significano la scuola e il patrimonio culturale che essa genera.

Nel presentare il progetto RestArt 2018 al bando del Ministero, è stata posta enfasi sull'ambiente scolastico coinvolto e sulla dimensione internazionale dell'intervento. Si è voluto trasmettere un messaggio sulla importanza della conservazione e della valorizzazione del patrimonio urbano, della edilizia scolastica, e della cultura che in essi si genera: valori universalmente condivisibili tanto che, partendo da un contesto locale, sono stati poi affidati all'opera di artisti stranieri. Un messaggio fondamentale che l'edizione 2018 ha voluto lasciare, facendo lavorare contemporaneamente i tre artisti internazionali, è stato di integrazione culturale: l'arte ha la capacità di unire popoli e persone.