Imola. All'indomani dei botti che hanno festeggiato l'arrivo del 2019 si torna in teatro con gli appuntamenti della Stagione 2018/2019. Al teatro comunale di Imola la compagnia “Gli Ipocriti Melina Balsamo” porta in scena dal 16 al 20 gennaio, “La notte poco prima delle foreste”. Il testo è del francese Bernard-Marie Koltès, drammaturgo scomparso prematuramente di Aids nel 1989 a quarant'anni. Protagonista Pierfrancesco Favino che, con la sua presenza e la sua voce, racconta al pubblico di un corpo estraneo che non riesce a trovare il suo posto nella società, e che urla il proprio bisogno di amore, tolleranza, accettazione.

Nella notte poco prima delle foreste, poco prima del punto di non ritorno della nostra umanità, poco prima della fine del mondo, un uomo, uno straniero, un estraneo, un diverso che ha tentato in tutti i modi di diventare un eguale, ferma nella pioggia un ragazzo, che sembra un bambino immacolato: è uno straniero che parla in queste pagine. Il suo racconto ci porta in strade e in luoghi misteriosi. Come un prestigiatore, l'uomo fa comparire storie di donne, di angeli incontrati per caso, di violenze e di paura di ciò che non conosciamo.

L'intelaiatura di quest'opera è un paradigma straordinario, un testo fluentissimo e irto nella sua prosa vertiginosa, aliena da punteggiatura ferma, tutta pervasa di anacoluti e biasimi come un romanzo-pamphlet di Céline. I temi assoluti di questo autore affiorano in una comunicazione per voce solista, un poema teatralissimo che sconta i problemi dell'identità, della moralità, dell'isolamento, dell'amore non facile. La traduzione è di Crico-Favino, l'adattamento teatrale  è di Pierfrancesco Favino e la regia di Lorenzo Gioielli. Durata dello spettacolo 1 ora e 15 minuti 

Note di regia
Qualunque cosa aggiunga e qualunque tentativo di spiegare cosa l'estraneo dice al giovane farebbe un torto a Koltès, a Favino e al pubblico. Le piane e corrette parole che dovrei scrivere servirebbero soltanto a limitare la dolorosa vastità dell'interprete e a minimizzare la sconcertante bellezza del testo.
Altra cosa, da regista, è dare una forma a tale evento. Questa forma non è una creazione, come per l'autore e l'attore. La regia de “La notte” riguarda soltanto il portare alla luce tutto quello che si è compreso dell'abbagliante e umanissima bellezza che si è avvertita, e che quindi si è aiutato a comprendere, sia dell'attore che del testo. Anche se tracciare una linea di confine fra i due, a questo punto delle prove, è francamente uno sterile esercizio intellettuale. Depurare ed esaltare l'esistente, quindi, non aggiungere sovrastrutture espressive non necessarie.
Altro imperativo categorico di questa formalizzazione è l'assoluta comprensibilità per il pubblico. Non solo da un punto di vista logico ma per un più completo riconoscimento emotivo dell'evento a cui si assiste.
Per raggiungere questi scopi, alla regia sono necessari calore, obiettività e ascolto, non necessariamente in questo ordine. Sono altamente sconsigliati cinismo ed egotismo, in quanto fattori inquinanti e ingannatori. Bisogna esercitare l'autenticità del proprio sguardo perché generi l'autenticità dello spettacolo. Per tutto il resto, il pubblico è re. (Lorenzo Gioielli)

Note dell'attore
Mi sono imbattuto in questo testo un giorno lontano, mi sono fermato ad ascoltarlo senza poter andar via e da quel momento vive con me ed io con lui.
Mi appartiene, anche se ancora non so bene il perché.
È uno straniero che parla in queste pagine.
Non sono io, la sua vita non è la mia eppure mi perdo nelle sue parole e mi ci ritrovo come se lo fosse.
Il suo racconto mi porta in strade che non ho camminato, in luoghi che non ho visitato.
Come un prestigiatore fa comparire storie di donne, di angeli incontrati per caso, di violenze e di paura di ciò che non conosciamo.
Forse è anche a questo che serve il Teatro e mi auguro di riuscire a portarvi dove lui porta me.
Questo spettacolo nasce da una promessa che non avrei in nessun modo tradito fatta a una donna che di Teatro si è nutrita e che ha nutrito il Teatro.
La produttrice di “Servo per due“, la mia amica testarda e coraggiosa, quella che aveva sempre l'ultima parola, quella che si è fidata di me.
La mia amica si chiama Melina Balsamo e questo spettacolo è per lei. (Pierfrancesco Favino)

 
PREVENDITA
I biglietti per lo spettacolo saranno venduti al botteghino in prevendita nella giornata di sabato 12 gennaio dalle  ore 16 alle ore 19. Dalle ore 20 del medesimo giorno partirà la vendita online dei biglietti ancora disponibili sul sito del Teatro Stignani www.teatrostignani.it, oppure sul circuito www.vivaticket.it.

BIGLIETTERIA (Via Verdi n. 1/3 – tel. 0542 602610):  Sabato 12 gennaio prevendita biglietti, ore 16-19; martedì 15 prevendita biglietti, ore 10-12; mercoledì 16: primo spettacolo ore 21, biglietteria ore 19-21; Giovedì 17, secondo spetacolo ore 21, biglietteria ore 19-21; venerdì 18 terzo spettacolo ore 21, biglietteria ore 19-21; sabato 19, quarto spettacolo ore 15.30, biglietteria ore 14-15.30; quinto spettacolo ore 21, biglietteria ore 19-21; domenica 20 sesto spettacolo 15,30, biglietteria ore 14-15.30.